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Economia. Vivendi si sfila su Premium, l'ira di Fininvest

 Vivendi si sfila su Premium, l'ira di Fininvest. (foto Agi) ndr.

di Redazione

MILANO, 26 LUG. (AGI) - E' rottura tra Mediaset e Vivendi: il colosso francese, dopo aver esaminato meglio i conti di Premium, ha modificato la sua proposta per l'alleanza con il Biscione definita lo scorso aprile e ha indicato un piano alternativo che ridurrebbe sensibilmente l'impegno per la pay-tv italiana.Il Biscione in una nota ha parlato di decisione che "viola i più elementari principi del diritto oltre che dell'etica economica". Nel piano alternativo verrebbe confermato lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset, ma con l'acquisto di soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium per arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile. Quindi Vivendi punta direttamente alla controllante Mediaset, di cui Fininvest detiene il 33,49%, ma non vorrebbe esporsi troppo sulla controllata Mediaset Premium in difficoltà. In una secca nota diffusa da Cologno Monzese, Fininvest sottolinea che la lettera di Vivendi ricevuta solo lunedì "elude un riscontro puntuale ad un'intimazione rivoltale da Mediaset ad adempiere ai propri obblighi contrattuali - finora inadempiuti - in primo luogo quello di notificare tempestivamente l'acquisto del controllo di Mediaset Premium alla Commissione Antitrust della Ue". D'altra parte, spiega che l'ad di Vivendi - Arnaud de Puyfontaine - "ha verbalmente comunicato che Vivendi non intende comunque onorare il contratto stipulato". Il "vero" e "non dichiarato obiettivo" di Vivendi era arrivare ad avere "una posizione di rilievo" in Mediaset "in modo surrettizio", denuncia la nota di Fininvest. "L'atteggiamento di Vivendi - sottolinea Fininvest - lascia chiaramente intuire che il suo vero, non dichiarato obiettivo, al di la' della indubbia valenza industriale dell'accordo stipulato, fosse in realta' quello di costituirsi in modo surrettizio e inaccettabile una posizione di estremo rilievo nell'azionariato di Mediaset". la societa' della famiglia Berlusconi denuncia "l'eccezionale gravita' e l'assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi": "L'annunciata decisione di non voler onorare un contratto valido e vincolante, regolarmente stipulato fra le parti e approvato da tutti i rispettivi organi competenti, viola - si legge nella nota - i piu' elementari principi del diritto oltre che dell'etica economica. Vengono infranti i capisaldi che assicurano un corretto e ordinato funzionamento del mercato". L'accordo negoziato ad aprile tra la società di Berlusconi e quella di Bolloré prevedeva lo scambio azionario di un pacchetto del 3,5% del capitale e la vendita della quota del Biscione nella pay-tv Mediaset Premium (l’89% della pay-tv, mentre il restante 11% acquistato dagli spagnoli di Telefonica sarebbe arrivato in un secondo momento). Nell’intesa erano previsti patti per vincolare in via reciproca per tre anni la partecipazione (il cosiddetto lock-up). In base all'intesa, che doveva essere definita entro il 30 settembre, nel primo anno Vivendi non avrebbe acquistato alcuna azione Mediaset, mentre nel secondo e terzo anno non avrebbe potuto superare una partecipazione del 5%. Moltiosservatori avevano peraltro espresso dubbi sulla valutazione di Premium, dato che nel primo trimestre dell’anno i conti della tv hanno appsantito Mediaset, portandone i conti in rosso di 18 milioni dopo la perdita da 85 milioni registrata dalla pay-tv nel 2015.





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