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Attualità. Foggia è «Una città senza gioia», il monito di Mons. Pelvi

La Madonna dei Sette Veli (foto V.incenzo Baratta) ndr.
di Nico Baratta

FOGGIA, 15 AGO. Nel pre-Ferragosto, nel giorno della festa più sentita dai foggiani, dopo quella del 22 marzo, e dopo la consueta e sempre attesa e partecipata processione del 14 agosto, Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi Foggia-Bovino, bacchetta la città. O meglio, nell’omelia della celebrazione eucaristica pomeridiana, svolta in Cattedrale, lancia un monito che pare essere una fustigazione.
Foggia è «Una città senza gioia».
Ad ascoltare il prelato, ex militare (era cappellano delle Forze Armate, ricoprendo il grado di Generale di Corpo d’Armata), vi sono le massime cariche politiche cittadine –Sindaco e qualche assessore e consigliere comunale-  e quelle istituzionali e militari (in realtà i loro sostituti in seconda, come accade sempre, d'altronde in queste occasioni liturgiche). 
Con «Una città senza gioia» tuona Mons. Pelvi che non si risparmia sui dettagli, imbastendo con sapiente e certosina pazienza un’omelia che pian piano diventa la tela della verità. Energicamente Sua Eccellenza descrive una Foggia sofferente, con profonde ferite e dilaniata dal consumismo. Punta il dito sui piaceri quotidiani e sul modus pensandi che la collettività locale da un po’ di anni ha adottato per far fronte alle veniali necessità non solo personali ma di chi gli chiede di trarne vantaggio. Un rimprovero che scuote i fedeli –per chi lo ha attentamente ascoltato- che annuiscono col capo ad ogni sua affermazione, spesso rivolgendo lo sguardo verso le cariche politiche, istituzionali e militari presenti alla celebrazione. Mons. Pelvi, uomo e prelato con indiscussa educazione cattolica e formazione militare, non le manda a dire. Incalza, e non sbaglia, asserendo che Foggia è pervasa da un clima d’indifferenza, che necessita di condivisione, di altruismo. 
Alla fine della celebrazione eucaristica, come di consueto, i fedeli presenti in Cattedrale si sono soffermati tra loro, per gli auguri e qualcuno per commentare le parole di S.E. Mons. Pelvi. Rivolgendo impavidamente l’orecchio oltre il rispettoso confine –è mestiere del giornalista…e non ce ne scusiamo- si son potuti “origliare” commenti non a suo favore: qualche fedele ha trepidamente bisbigliato che da quando si è insediato, pur avendo partecipato a incontri con i malati, non ha mai incentrato la sua “missione” sugli emarginati “riposti” nelle strutture medicali. Ora, non sappiamo se questo risponda a verità. Pertando invitiamo Mons. Pelvi a una smentita poiché a noi risulta che lui c’è e c’è stato.
Tuttavia, questo 15 agosto 2016 non verrà chiuso nel dimenticatoio, e Mons. Pelvi siamo certi che ricorderà al momento opportuno quanto oggi detto, sperando che chi lo ha ascoltato possa trarne spunto per migliori gestioni, amministrazioni, azioni, decisioni e responsabilità.
Foggia ne ha bisogno e un uomo può far la differenza.




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