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Economia. Le ultime stime del debito USA

Il dollaro Usa. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 4 AGO. (AGI) - Il deficit del governo federale questo anno fiscale ammonterà a 600 miliardi di dollari, con un incremento di oltre il 35% rispetto al 2015. E il Long-Term Budget Outlook del Congressional Budget Office prevede che, senza cambiamenti nella politica fiscale, il debito del governo federale passerà dal 75% del PIL al 86% in dieci anni, e al 141% nel 2046. Il rapporto tra il debito e il PIL è del resto già raddoppiato in dieci anni, ma l’amministrazione Obama si è concentrata dal 2012 sul declino del deficit annuale e la relativa stabilità del deficit sul PIL. Del resto il gran numero di americani più anziani che hanno diritto ai benefici della previdenza sociale eleverà i suoi costi dal 4,9% del PIL quest'anno al 6,3% del PIL da qui a 30 anni. E dunque anche se la politica monetaria della Federal Reserve ha fatto scendere il costo degli interessi netti sul debito federale ad appena l'1,4% del PIL, i tassi di interesse si adegueranno alla lunga al crescere del volume del debito. A complicare il futuro c’è poi il fatto che più della metà del debito governativo degli Stati Uniti è di proprietà di investitori stranieri, così da rendere il tasso di interesse più sensibile alla sua dimensione, e ad una eventuale svalutazione del dollaro per esempio. Le simulazioni di lungo periodo del CBO pertanto divengono più preoccupanti. Entro 2046, gli esborsi previsti per sicurezza sociale e principali programmi sanitari più gli interessi sul debito, assorbirebbero più delle entrate raccolte dalle aliquote fiscali vigenti. Né sarebbe una soluzione rallentare la spesa totale della difesa che è ormai al 3,2% del PIL e dovrebbe scendere al 2,6% nel corso dei prossimi dieci anni restando per i prossimi 20 anni così al livello più basso da prima della seconda guerra mondiale. E tuttavia basterebbe non molto in termini di riduzione del deficit annuali per riportare il rapporto debito PIL al livello passato. Una riduzione del deficit del 3% l'anno basterebbe a rallentare l’incremento del debito e riportarlo al 75% del PIL. Ma resta il fatto che nessuno dei due candidati presidenziali si è ancora dichiarato per un programma di riduzione del debito.





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