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Modugno (Ba). La protesta per il lavoro

Modugno (Ba). (foto) ndr.

di Redazione

MODUGNO (BA), 31 AGO. - Una manifestazione di protesta è in corso, per il secondo giorno, in Municipio, a Modugno, da parte di un gruppo di uomini che si è spinto fin sul terrazzo di Palazzo S.Croce. I manifestanti chiedono al sindaco e all'amministrazione comunale lavoro: alcuni di loro pretendono di essere assunti dall'azienda che da quattro mesi svolge in appalto col comune di Modugno il servizio di igiene urbana. La protesta nasce in particolare dalla circostanza che l’azienda gestore del nuovo appalto (la società Navita, del Consorzio CNS di Bologna) ha annunciato – in conseguenza di pensionamenti - di voler assumere tre persone: alcuni degli attuali manifestanti – circa un anno fa riuniti in una cooperativa di ex detenuti – nell’agosto 2015, dopo proteste violente, ottennero lavoro per un mese da parte dell'azienda che all'epoca gestiva il servizio di nettezza urbana e oggi ritengono di poter avere lavoro dalla nuova azienda, evidentemente con gli stessi metodi. Nei giorni scorsi, infatti, la Navita ha denunciato di aver subito danneggiamenti in azienda da parte di facinorosi che qualche giorno dopo hanno anche bloccato l'uscita dei mezzi usati per la raccolta, causando ritardi e disagi. La richiesta di lavoro da parte di ciascuno è sacrosanta e sancita dalla Costituzione italiana. Purtroppo l’Italia per lungo tempo ha dimenticato di attuare la Costituzione e oggi, col governo PD, pretende addirittura di stravolgerla. E’ anche per questo che oggi in Italia circa il 12% della popolazione è senza lavoro. A Modugno la situazione è molto più grave a causa di decenni di mala gestione clientelare: non a caso, anche la maggior parte degli attuali manifestanti ha subito blandizie e inganni durante la campagna elettorale dello scorso anno. Questa mala gestione ha in primo luogo radicato la profonda convinzione, soprattutto nelle persone più deboli e fragili, che il sindaco possa intervenire personalmente con pressioni sulle aziende per dare loro lavoro: il sindaco Nicola Magrone ha tuttavia sempre affermato - e sin da ieri ribadito ai manifestanti – che i pubblici amministratori non hanno il potere di “dare lavoro” e che, d’altro canto, questa amministrazione non metterà MAI in campo pratiche clientelari ma sempre solleciterà la massima trasparenza possibile in qualsiasi settore sia in gioco la tutela di diritti. Ma la questione più grave è che la stessa mala gestione ha prodotto pignoramenti (uno per debiti vecchi di 40 anni, un altro per debiti che si dicono maturati tra il 2007 e il 2012) che impediscono all'amministrazione di spendere nel settore dei servizi sociali fondi che pure esistono. Questione gravissima, questa, sulla quale il Sindaco Magrone si esprime così: “L'amministrazione e’ attenta al disagio sociale. Di tutt’altro avviso invece la legge che si applica ad un comune in caso di pignoramenti, la quale non riconosce come valore essenziale l’aiuto ai più deboli e nega al comune la possibilità di assicurare tale aiuto. Avere il comune pignorato non significa che il comune non ha soldi. Significa invece che i soldi che il comune ha non possono essere spesi in determinati settori, come per esempio i servizi sociali. Questo aspetto deve essere ben chiaro perché se le risorse ci sono vuol dire che il comune ha pensato ai più bisognosi. A non aver pensato a loro è invece una legge aberrante, è una legge che non tutela come valore, che sia declinato religiosamente o laicamente, quello di dar da mangiare agli affamati e dar da bere agli assetati, e che non può che avere profili di incostituzionalità. Tutti coloro che sono attenti ai bisogni degli ‘ultimi’ si battano con il Comune di Modugno contro la portata aberrante delle norme che costringono un’amministrazione pubblica a negare il soddisfacimento di bisogni elementari”.





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