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Casamassima (Ba). I carabinieri scovano un’abitazione adibita a “bazar” della droga. Arrestato un 47enne [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO]

La droga sequestrata. (foto cc.) ndr.

di Redazione

CASAMASSIMA (BA), 16 SETT. - Nel corso di specifici servizi, finalizzati al contrasto del fenomeno dello spaccio di stupefacenti, in Casamassima, i militari della locale Stazione hanno arrestato un 41enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, il quale aveva avviato, nella sua abitazione, una fiorente attività di spaccio. Ieri sera, dopo vari appostamenti sotto casa, la pattuglia, insospettita da un insolito via vai di persone, ha deciso di approfondire il controllo ed una volta bloccato il soggetto, ha proceduto ad effettuare una perquisizione personale e domiciliare. All’interno dell’immobile, è stata trovata una vera e propria base logistica per lo spaccio della droga. Sul tavolo del tinello sono stati rinvenuti numerose dosi di cocaina già preconfezionate e pronte per lo spaccio, nonché un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il taglio ed il confezionamento della droga. Ben 75 involucri, piccole bustine bianche sigillate con nastro adesivo contenti cocaina per un peso di gr. 25 circa ed altri tre involucri contenenti un grammo di eroina, uno di marijuana ed un altro di hashish erano pronte per lo spaccio al dettaglio. Probabilmente la droga veniva fatta consumare anche all’interno dell’abitazione, a secondo della necessità. Inoltre, è stata rinvenuta la somma contante di euro 500,00, sottoposta a sequestro, in quanto ritenuta provento della illecita attività. L’uomo, arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato quindi sottoposto al regime degli arresti domiciliari a disposizione della competente A.G.. 

TRIGGIANO (BA). UN PARCHEGGIO FINISCE IN RISSA. I CARABINIERI ARRESTANO 5 PERSONE

Anche un parcheggio può creare problemi. Nella tarda serata di ieri, a Triggiano, due donne vicine di casa litigano animatamente per un parcheggio al punto che pervengono chiamate di richieste d’intervento al 112. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Triggiano giungono per sedare la lite e riportare le parti alla calma e ci riescono, senonché, quando giungono sul posto i genitori di una delle litiganti ed il fratello dell’altra donna, la questione di parcheggio diventa questione familiare e dalle parole si arriva alle mani. Sfociata la rissa tra le parti, tutte incuranti della presenza delle Forze dell’Ordine, è stato necessario l’intervento di più pattuglie per bloccare tutti e cinque i litiganti e portarli in caserma, ove, al termine degli accertamenti e delle cure del caso, prestategli presso il locale Pronto Soccorso dell’Ospedale “Fallacara” ove quattro dei cinque litiganti hanno riscontrato lesioni guaribili tra i 5 ai 10 giorni, sono stati tutti tratti in arresto per rissa e lesioni personali aggravate. I cinque litiganti, di cui tre donne, tutti di età compresa tra i 23 e i 46 anni ed originari di Triggiano e del vicino quartiere di Bari Carbonara, sono finiti agli arresti domiciliari a disposizione della competente A.G.. 

I datteri di mare sequestrati. (foto cc.) ndr.
TRANI (BT). SORPRESI ALLA PESCA DI FRODO. 5 UOMINI DENUNCIATI DAI CARABINIERI DI TRANI E DALLA GUARDIA COSTIERA

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trani e della Capitaneria di Porto di Trani, hanno deferito in stato di libertà 5 persone, tutte originarie della vicina Molfetta (BA), responsabili di cattura e detenzione ai fini della commercializzazione di datteri di mare. Le attività di controllo, svolte a largo del litorale tranese ed estese sul terreno di partenza dei natanti, si sono focalizzate su di un gruppetto di pescatori che, muniti di attrezzature da immersione e mute, erano intente ad effettuare attività di pesca in area sensibile al particolare fenomeno fraudolento. All’arrivo del personale della Capitaneria hanno tentato di eludere le verifiche, inizialmente dimostrandosi ostili al controllo; tuttavia con l’arrivo dei rinforzi dell’Arma e l’esecuzione di perquisizioni personali sul posto è stato rinvenuto il macabro bottino di ben 14 chilogrammi di molluschi della famiglia dei Lithophaga, caratterizzati dalla capacità di svilupparsi e crescere all’interno di rocce calcaree mediante l’insinuazione corrosiva di secrezioni acide appositamente prodotte da alcune ghiandole dell’animale. I datteri di mare, noti tanto per l’elevato costo sul mercato nero (quelli sequestrati avrebbero fruttato non meno di 1.000,00 euro), quanto per l’illiceità connessa con il consumo, la detenzione ed il commercio che, si ricorda, sono vietati in Italia quanto nel resto dell’Unione Europea, rappresentano peraltro un patrimonio della fauna marina di non indifferente valore se si considera la lentezza della crescita di ogni singolo esemplare che, a titolo esemplificativo, raggiuge in media i 5 cm di lunghezza in un lasso temporale oscillante tra i 15 ed i 35 anni. Non da ultimo, proprio in ragione della peculiare tipologia di insediamento e di ciclo vitale del mollusco, la pesca “di frodo” appare dannosa per l’intero ecosistema atteso che la cattura comporta l’irrimediabile danneggiamento delle formazioni rocciose entro le quali il frutto si sviluppa. Condotti presso la Compagnia Carabinieri di Trani per gli atti conseguenti alle condotte contestate, i malfattori dovranno rispondere non solo dell’illecita attività di pesca ma anche di danneggiamento, distruzione e deturpamento di bellezze naturali.





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