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Mostre. Inaugurata la mostra: Ricerche Pittoriche “ ASTRATTOINFORMALI alla presenza del critico Pinto

Inaugurata la mostra. (foto) ndr.

di Paola Copertino

MOLFETTA (BA), 5 SETT. - Potrà essere visitata fino al 13 settembre la mostra: Ricerche Pittoriche “ASTRATTOINFORMALI”, allestita presso la sala dei Templari e inaugurata sabato 3 dal critico e storico Rosario Pinto alla presenza di alcuni artisti e di estimatori. La collettiva, a cui hanno partecipato 23 artisti fra cui la molfettese Tonia Copertino, è stata promossa dall’ Associazione Culturale Arte Immagine di Molfetta e gode del patrocinio del Comune, visto lo spessore della mostra, già ospitata presso altre prestigiose sedi. In mostre le opere astratte di: Gisela Robert -Giovanni Cuofano - Vittorio Fortunati - Ilia Tufano - Antonio Salzano - Giuseppe Cotroneo - Tonia Copertino - Mario Lanzione - Gianni Rossi - Fabio Mariacci - Rosario Mazzella - Salvatore Starace -Renato Milo - Edeoardo Ferrigno - Antonio Izzo - Antonio Gallinaro - Miriam Risola - Luigi Fogliamangillo - Giovanni Ariano - Pasquale Coppola - Maurizio Barretta - Maria Luisa Casertano - Giovanni Villapiano - Elio Marino, artisti che si sono messi a confronto, dando ognuno una interpretazione della corrente artistica. A inizio serata il critico si è fermato a chiacchierare con gli artisti e i visitatori, dando una interessante e dotta lezione di arte, cercando di definire la differenza fra valore artistico e quello economico, che molto spesso non combaciano. Ha parlato dei criteri per quantificare una opera d’ arte, dell’ importanza e del valore di un critico facendo delle interessanti considerazioni, semplici, ma efficaci, non solo per addetti ai lavori. Il critico deve fornire degli strumenti e non imporre il suo pensiero; un’ opera d’arte può infatti piacere ad una persona , mentre ad una altra no. L’ arte però dovrebbe essere oggettiva e la valutazione estetica deve avere criteri validi per tutti anche se nel tempo di modificano i parametri. Il gusto invece e soggettivo e muta da persona a persona. Il gusto personale non deve influenzare il critico che non deve farsi trascinare dalle emozioni che possono condizionare il giudizio. Una opera può non piacermi dal punto di vista personale, ma costituire un punto di riferimento fondamentale per il periodo storico. Grande importanza i tutti i tempi ha avuto la figura del mecenate che prima era il papa o un principi, ora un gallerista. L’ aspetto economico spesso ha scavalcato tutto il resto. Il quadro spesso considerato un oggetto di consumo il cui valore viene determinato dal fatto che prima l’ opera d’ arte veniva usata come documento, per lasciare traccia, come ritratto della futura sposa; oggi questo utilizzo non ha più senso, visto che è stato sostituito dalla fotografia e dai video. I tempi cambiano e le situazioni e i valori di riferimento si modificano di conseguenza. Il critico poi ha presentato il suo libro: “ Gli ORIENTAMENTIARTISTICI ASTRATTO INFORMALI” per Printart Edizioni conducendo virtualmente per mano i visitatori lungo il percorso espositivo. Pinto ha cercato di valorizzare questi artisti che non erano ascrivibili a categorie specifiche dell’ arte per il loro modo di creare, dopo una sua lunga ricerca. Ha quindi rivisto la storia dandone una interpretazione personale e cercando di mettere in luce coloro i quali avevano compiuto una ricerca creativa, sperimentando nuovi linguaggi e costituendo una avanguardia coraggiosa. Una mostra che sicuramente potrà essere apprezzata dai molfettesi e dai tanti turisti presenti in città in occasione dei festeggiamenti della Madonna dei Martiri.





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