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Taranto. Basta morti per il lavoro, basta morti di ILVA [VIDEO]

Una immagine della protesta. (foto D.L.) ndr.
Sit-in di protesta del movimento “Tuttamialacittà” 

di Daniele Lo Cascio 

TARANTO, 21 SETT. - Al grido di basta morti per il lavoro, basta morti di ILVA si sono riuniti martedì sera in assemblea straordinaria alle 19 sotto la prefettura di Taranto gli aderenti al comitato spontaneo di cittadini autodenominato “Tuttamialacittà” movimento trasversale che si prefigge di andare oltre l’industria pesante programmando in modo scientifico tempi e modi della riconversione economica pur salvaguardando i redditi, ed evitando che città e lavoratori continuino a pagare il prezzo di soluzioni che dieci decreti non hanno fornito. Il movimento che si riunisce ogni martedì in piazza Garibaldi ha voluto farlo questa volta in via straordinaria sotto la Prefettura di Taranto per dare un segnale forte e ricordare l’ultimo decesso avvenuto sabato scorso presso il nastro trasportatore Cv14 dell’altoforno 4 dell’ILVA. Presenti anche rappresentanze dello SLAI Cobas che hanno detto basta morte per il profitto aderendo allo sciopero generale nazionale indetto per oggi mercoledì in tutte le fabbriche metalmeccaniche, per la morte del giovane operaio Giacomo Campo, assenti invece i lavoratori sempre vittime del ricatto occupazionale. Nel frattempo nella mattinata di ieri la Procura della Repubblica di Taranto ha dissequestrato il nastro trasportatore teatro della tragedia. “Se l’altoforno non viene alimentato ci sono ricadute su sicurezza e ambiente perché se si spegne poi ci vogliono 50 giorni per riattivarlo” ha ammesso il procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo mentre si aspetta l’esito della consulenza tecnica che dovrebbe far luce sui fatti. Anche il Vescovo di Taranto ha usato parole forti quando sempre nel pomeriggio di ieri ha celebrato le esequie di Giacomo Campo a Roccaforzata ha definito “un’assurdità questo prezzo da pagare in vite umane. Un tributo insostenibile e ingiusto: Taranto non ne può più! Il lavoro è per la vita non per la morte! – ha detto e poi ha continuato: “a chi ha in capo la responsabilità di garantire un futuro giusto ai figli di Taranto dico che il tempo degli intenti è ormai scaduto e che il Signore ci guarda e ci chiede gesti grandi”.






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