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Taranto. Ilva: 'Non toccate quelle polveri'

Intervista a peacelink. (foto D..Lo Cascio) ndr.
Peacelink presenta un nuovo dossier informativo che allerta sui rischi delle polveri industriali e sulla loro solo parziale misurazione da parte di ARPA Puglia

di Daniele Lo Cascio

TARANTO, 14 SETT. - Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione ecologista Peacelink ha presentato stamane alla stampa le evidenze dossier divulgativo "Non toccate quelle polveri" in cui la nota associazione promotrice di un concetto di cittadinanza attiva chiede una valutazione dell'impatto sanitario di tutte le polveri a Taranto, anche di quelle che le centraline Arpa non riescono a "vedere" con gli strumenti di misurazione del Pm10 e del PM2,5. Il problema sollevato è infatti che “a norma di legge” le centraline Arpa non misurano tutte le polveri ma solo quelle sospese del calibro compreso tra PM 0,7 e PM10 (cd.polveri sottili) e conseguentemente non misurano tutte quelle che precedono o seguono quella scala. Le polveri del calibro PM76 e oltre sono quelle che precisamente si depositano sui balconi e sui terrazzi delle case dei quartieri Tamburi, Paolo VI e Borgo e comunque in un raggio di 5 km dallo stabilimento siderurgico, è impensabile raccogliere tali polveri a mani nude nè con i comuni guanti di lattice ma con quelli in nitrile, i primi infatti si dissolverebbero in poco tempo al contatto con le polveri cariche di diossina; quelle al di sotto del PM1 come il PM0,5 ad esempio nascondono un’altra insidia perché hanno la capacità di superare gli alveoli polmonari entrare nel sangue e trasferirsi ai vari organi fino ad arrivare, in alcuni casi al cervello generando patologie neurovegetative. Le polveri con le quali i tarantini sono costretti a convivere vengono si dai parchi minerali ma anche dai processi di riduzione nell’impianto di sinterizzazione e dagli altoforni ha spiegato Marescotti. A provare questo dato la circostanza che quelle polveri si attaccano alla calamita immediatamente. Migliaia di tonnellate di polveri emesse ogni anno che sfuggono alle rilevazioni Arpa. Per questo Marescotti chiede ad Arpa la quantificazione delle polveri totali sospese anche oltre il PM11 e alla ASL per una valutazione globale del rischio sanitario globale a cui i cittadini sono esposti, quali precauzioni prendere perla pulizia dei balconi, valutare il potenziale tossico sin’ora sottostimato e fare una perizia completa sulle polveri in città.

Le polveri dell'Ilva. (foto D. Lo Cascio)






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