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Bisceglie (Bat). ESTORSIONE Con cavallo di ritorno. I carabinieri arrestano due bitontini [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO]

Arrestati in due per estorsione a Bitono. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BISCEGLIE (BT), 4 OTT. (C. St.) - I Carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno arrestato un 20enne ed un 23enne, entrambi residenti in Bitonto (BA), per estorsione in concorso e, per uno di essi, anche per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’articolata vicenda ha avuto inizio nel febbraio scorso e si è conclusa nella serata di ieri, con l’esecuzione di un O.C.C. emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari dott. Francesco Pellecchia, su richiesta del PM Sost. Proc. dott. Domenico Minardi, della Procura della Repubblica di Bari che ha coordinato le indagini, condividendo le risultanze investigative svolte dai militari operanti. Andando con ordine, proprio nel febbraio di quest’anno in Ruvo di Puglia (BA) si consumava un furto di autocarro cui seguiva la richiesta estorsiva di 2.000 euro, parzialmente accolta dalla vittima che, dopo aver raggiunto un accordo embrionale con i delinquenti, circa lo scambio del danaro, informava i Carabinieri. Avevano così inizio dei servizi con appostamenti e pedinamenti che consentivano ai militari di intervenire subito dopo l’avvenuta consegna dei soldi ai malfattori, da parte della vittima. Nella circostanza, i Carabinieri riuscivano a bloccare ed arrestare in flagranza di reato, solo uno dei due estorsori, mentre il complice si dava a precipitosa fuga nelle campagne bitontine. Gli investigatori dell’Arma non si davano comunque per vinti e, avendo avuto modo di osservare in volto il fuggitivo, grazie alla collaborazione dei Carabinieri della Stazione di Bitonto, sono stati in grado di raccogliere utili elementi per la sua completa identificazione e a richiedere, nei suoi confronti, l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, incassando la piena concordanza tanto dell’Autorità giudiziaria inquirente, quanto di quella giudicante. Spiccato il provvedimento restrittivo, non meno difficoltosa è stata l’esecuzione dello stesso, atteso che il destinatario non solo non era presente in casa al momento dell’arrivo dei militari, ma si consegnava alla Stazione CC. di Bitonto soltanto dopo una giornata di ricerche incessanti, quando aveva compreso che il cerchio attorno a lui stava chiudendo. Il 23enne è stato quindi arrestato e condotto presso la casa circondariale di Bari. Encomiabile l’azione di contrasto e d’investigazione dei militari della Tenenza di Bisceglie che, con l’arresto prima e l’esecuzione dell’ordinanza poi, non solo hanno assicurato alla giustizia due pericolosi criminali, ma hanno consentito alla vittima di ritornare in possesso del danaro scambiato, oltre che del furgone sottratto ed oggetto del c.d. “cavallo di ritorno”. 

Arrestato usuraio a Gravina. (foto cc.) ndr.
GRAVINA IN PUGLIA (BA): I CARABINIERI ARRESTANO, SU ORDINE DI CATTURA, UN VIOLENTO USURAIO CHE HA CHIESTO INTERESSI, AD UN IMPRENDITORE, PER OLTRE IL 120% 

I Carabinieri della Stazione di Gravina in Puglia, lo scorso fine settimana hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di usura, estorsione e lesioni personali aggravate, emessa dall’Ufficio del GIP del Tribunale di Bari – dott.ssa Giulia Romanazzi, richiesta dal PM dott.ssa – Livia Giorgio – nei confronti di un cittadino gravinese, 51enne, pregiudicato. Con l’esecuzione di questa ordinanza i Carabinieri hanno messo fine ad una drammatica vicenda cui era rimasto vittima un artigiano della cittadina. Nel corso dell’anno 2013, trovatosi in difficoltà economiche, il piccolo imprenditore, che non era riuscito ad ottenere un credito dai canali legalizzati, si era trovato costretto a chiedere un prestito di 7 mila euro ad un usuraio del paese. Ma quello che era sembrata una boccata d’ossigeno col passare del tempo si era rivelata, come spesso accade in queste occasioni, un vero capestro. Dopo la restituzione del capitale, si erano aggiunti interessi per oltre 13mila euro che erano stati pagati parte con danaro e parte con servizi resi dall’artigiano all’usuraio. Ciò non era però bastato e la pretesa era che il debitore avrebbe dovuto saldare altri 20 mila euro a titolo di interessi maturati ancora sull’originario prestito. A quel punto le sue invocazioni di soprassedere a quelle ulteriori richieste caddero nel vuoto, mentre lo strozzino passava alle vie di fatto con una manifestazione di inaudita violenza, picchiandolo e provocandogli lesioni al volto guaribili in 10 gg. La consapevolezza di essere oramai in un vicolo cieco e la fiducia riposta nelle forze dell’ordine e nella magistratura persuadeva l’artigiano a rompere gli indugi e a denunciare le vessazioni cui era sottoposto. La conseguente rapida attività investigativa condotta dai Carabinieri di Gravina in Puglia, coordinati dal Sost Proc. D.ssa Livia Giorgio, che ha portato anche al sequestro di documentazione dalla quale si evinceva come la vittima del prestito avesse in effetti pagato interessi usurari finanche superiori al 120%, rendeva possibile l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere in capo all’usuraio che dovrà rispondere anche del grave delitto di estorsione. L’odierna operazione dimostrata in modo eloquente che riporre fiducia nelle Istituzioni è l’unica strada che permette di uscire dal baratro di asfissianti prevaricazioni condotte da criminali senza scrupoli che fanno leva proprio sulla paura e l’omertà delle loro vittime.





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