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Cinema. Il film di Ron Howard "Inferno" dal libro di Daniele Brown

Ron Howard a Firenze per girare 'Inferno'. (foto) ndr.

di Anna Gomes

BARI, 17 OTT. - È inutile dire che questo film diretto da Ron Howard, è interessante ed avvincente se non altro per il ritmo serrato delle azioni e le splendide vedute panoramiche di Firenze e Venezia. Tratto dal libro di Dan Brown, 'Inferno' è il terzo capitolo cinematografico, dopo Angeli e Demoni e il Codice da Vinci ,delle avventure di Robert Langdon (un bravissimo Tommaso Hanks) che si trova sempre al centro di intrighi internazionali ed enigmi artistici del passato. Il professore di Cambridge ,esperto di Simbologia, si risveglia in un ospedale di Firenze senza memoria degli ultimi due giorni o del suo arrivo in Italia. Sarà una giovane dottoressa, Sienna (Felicity Jones) avida lettrice dei suoi libri, ad aiutarlo a star meglio e ad accompagnarlo in una caccia al tesoro sulle orme di Dante Alighieri e del Vasari. Braccato da carabinieri ,persone senza scrupoli e dall'OMS, il professore fugge da Firenze a Venezia per poi atterrare a Istanbul, attraverso cunicoli e passaggi segreti noti solo agli artisti del passato e fino all'ultimo non è sicuro di essere estraneo al progetto di un folle di risolvere il problema della sovrappopolazione, scatenando una nuova peste nera, confuso com'e' da amnesia temporanea. Molto bravi anche gli altri attori da Ben Fosser a Irrfan Khan. Un thriller con colpi di scena ed ambientazioni rinascimentali che diverte ma non esalta lo spettatore.Sicuramente da vedere.





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