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Cuba è senza Fidel. E' morto il 'leader maximo'

Morto Fidel Castro. (foto Agi) ndr.

di Nuccia Bianchini

ROMA, 28 NOV. (AGI) - Ammirato da molti come un mito rivoluzionario, accusato da altri di essere un brutale dittatore, Fidel Castro è l'uomo che ha guidato il destino di Cuba per quasi mezzo secolo (49 anni e 55 giorni per la precisione). Con un carisma e doti di leadership poco comuni, è stato fra i protagonisti della lunga stagione della Guerra Fredda, ritagliandosi un ruolo di primo piano nella lotta tra socialismo e capitalismo e nelle tensioni tra Nord e Sud del mondo. "Condannatemi, non mi importa: la storia mi assolverà", la famosa frase pronunciata nel 1953, a 27 anni appena, davanti al tribunale che lo giudicava per l'assalto alla caserma Moncada, la sua prima azione armata contro la dittatura di Fulgencio Batista, il 26 luglio 1953. Nove giorni di lutto, urna ceneri esposta in tutta Cuba Cuba si fermerà per nove giorni per rendere omaggio al suo lider maximo. Il Consiglio di Stato della Repubblica, l'organo più alto dell'esecutivo cubano, ha annunciato il protocollo per i funerali. I nove giorni di lutto nazionale iniziano oggi e si concluderanno a mezzogiorno del 4 dicembre, giorno della cerimonia di inumazione nel cimitero di Santa Ifigenia, a Santiago del Cile. La salma sarà cremata e le ceneri trasportate per quattro giorni attraverso tutta l'isola fino alla città, nell'estrema punta orientale dell'isola, dove germogliò la Rivoluzione con l'assalto alla caserma Moncada, il 26 luglio del 1953. Durante i nove giorni, "cesseranno tutti le attività e gli spettacoli", le bandiere ondeggeranno a mezz'asta negli edifici pubblici e in quelli militari, la radio e la televisione faranno una "programmazione informativa, patriottica e storica". Oggi era previsto il primo concerto a Cuba del tenore spagnolo Placido Domingo, che è stato annullato. Lunedì si terrà "un evento di massa" nella Plaza de la Revolucion Jose Marti' dell'Avana. Dal collegio dei gesuiti alla 'resistenza' di Cuba Fidel Castro è nato il 13 agosto del 1926 a Biran, un villaggio nella provincia di Holguin, nella parte orientale dell'isola: la severità del padre unita alla formazione ricevuta dai gesuiti in uno dei migliori collegi dell'Avana influirono in maniera decisiva sul suo carattere. Ma fu all'università dell'Avana che si formò come leader politico mentre concludeva gli studi e cominciava tra gli studenti le sue battaglie. Dopo il fallimento dell'attacco alla Moncada, Castro rimase in carcere quasi due anni e successivamente si reò in esilio in Messico: lì conobbe Che Guevara con cui tornò a Cuba a bordo del battello Granma insieme ad altri 82 combattenti rivoluzionari per cominciare la lotta guerrigliera di Sierra Maestra: rovesciò Batista in una guerra impari dove seppe approfittare del malcontento sociale di un Paese giovane come Stato indipendente e che vedeva nel capo dei 'barbudos' un leader capace di reinventare l'identità nazionale. Da quel momento Fidel Castro cominciò a costruire a Cuba un comunismo di stampo caraibico, con una base marxista-leninista. Nel 1961, alla vigilia dell'invasione anticastrista della Baia dei Porci, Castro dichiarò il carattere socialista della Rivoluzione e cominciò con l'Urss una lunga alleanza, che ha toccato anche momenti molto difficili come la crisi dei missili nel 1962, che ha portato il mondo sull'orlo di una guerra nucleare. Tre decenni dopo, la profonda dipendenza dall'Urss si svelò in tutta la sua drammatica profondità con la caduta del blocco sovietico. Durante i primi decenni della rivoluzione, la Cuba di Fidel Castro è stata il referente della sinistra internazionale e la principale ossessione del lider maximo furono gli Stati Uniti. In questo difficile contesto, Castro approfittò del blocco statunitense per imporre un sistema poderoso con cui giustificare decisioni controverse come la repressione dei dissidenti. Poco prima di compiere 80 anni, Fidel Castro delegatò il potere al fratello Raul. Il carismatico leader comunista è stato in realtà amico di tre Papi: "Nella apertura di Cuba al mondo e del mondo a Cuba decisivo è stato il ruolo diplomatico della Chiesa cattolica", afferma la Radio Vaticana. Sei, in diversi momenti, gli incontri del 'Comandante' con San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Storico anche il più recente incontro con Francesco, che 'sull'isola della rivoluzione' ha parlato di "piccoli ponti" che uno dopo la altro "fanno il grande ponte della pace". Bergoglio è stato con i suoi principali collaboratori (il segretario di Stato Pietro Parolin e il sostituto Giovanni Angelo Becciu) tra i protagonisti delle trattative riservate (svoltesi anche in Vaticano) che hanno portato alla normalizzazione delle relazioni tra Washington e L'Avana.





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