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Il calcio piange i compagni della Chapecoense

Giocatori con il pilota prima della partenza. (foto Agi) ndr.

di Redazione

MEDELLIN (COL), 30 NOV. (AGI) - Un aereo con a bordo i giocatori della squadra di calcio brasiliana Chapecoense e decine di giornalisti si è schiantato nella notte mentre si avvicinava all'aeroporto José María Cordoba della città colombiana di Medellin. Secondo un messaggio Twitter dell'aeroporto, ci sarebbero sopravvissuti. L'aereo ha perso il contatto con la torre di controllo poco dopo l'una di notte, riferiscono i media locali, mentre tentava un atterraggio di emergenza: era decollato da Santa Cruz de la Sierra in Bolivia, dove aveva fatto uno scalo tecnico, con 81 persone a bordo, 72 passeggeri e 9 di equipaggio. La squadra della città di Chepeco, nello stato brasiliano di Santa Catarina, si dirigeva a Medellin per disputare mercoledì la partita di andata della finale della Coppa Sudamericana contro l'Atletico Nacional. Sei degli 81 passeggeri sono sopravvissuti e tra questi il calciatore Alan Ruschel, che è stato trasportato nell'ospedale della località di La Ceja. Ruschel, 27 anni, ala sinistra era vigile e ha chiesto insistentemente della famiglia. Dal Grande Torino di Superga ai giovanissimi calciatori del Manchester United di Monaco di Baviera, fino al disastro aereo di Libreville in cui mori' tutta la nazionale di calcio dello Zambia. Lo schianto del volo su cui viaggiava la squadra della serie A brasiliana Chapecoense, riporta alla memoria altri drammatici incidenti aerei che hanno coinvolto squadre di calcio negli anni. Ecco i principali: 

LA TRAGEDIA DI SUPERGA 

Superga può essere considerata la più grande tragedia dello sport italiano. Certamente della storia del calcio. Alle 17,03 del 4 maggio del 1949, l'aereo su cui viaggia il Grande Torino, una delle squadre all'epoca più forti d'Europa, si schianta contro il terrapieno della basilica di Superga che sorge sulla collina sopra la città di Torino. L'aereo, modello G212 della compagnia ALI stava riportando in patria i granata dopo la trasferta di Lisbona per un'amichevole con il Benfica Nell'incidente muoiono tutti e 31 i passeggeri a bordo: l'intera squadra, che per tre quarti componeva l'ossatura della Nazionale azzurra, l'equipaggio, gli accompagnatori e tre celebri giornalisti sportivi che avevano seguito la trasferta del Toro in Portogallo. Il compito di riconoscere i cadaveri fu affidato a Vittorio Pozzo, Ct della Nazionale due volte Campione del Mondo negli anni '30 e allenatore degli azzurri ancora in quel maggio del '49.





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