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Spettacolo. Al Teatro Palazzo in scena "Vladimir Macbetin" e le cruente dinamiche del potere

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 25 NOV. - Dopo il successo di critica e pubblico di “Dignità autonome di prostituzione” che ha portato il palco del Royal al settimo cielo in nome della bellezza dei testi shakespeariani, i teatri baresi continuano a mobilitarsi per rendere omaggio al famoso drammaturgo di Stratford upon Avon. A seguire per il Teatro pubblico pugliese è andata in scena al teatro Palazzo una originalissima performance dal titolo “Vladimir Macbetin” della compagnia ceca Spitfire, in esclusiva regionale. Lo spettacolo riscrive la tragedia scekspiriana adattandola al personaggio di Vladimir Putin. Dalla sinossi: anche qui il Macbeth, la più breve opera di Shakespeare, viene vista come la storia di un tiranno solitario che sta provando a scappare nel momento della sua sconfitta.Vladimir Macbetin sta aspettando, come i personaggi di Beckett, il suo ultimo salvataggio. È stato abbandonato nell’atrio dell’aeroporto. Solo nella sua pazzia. Pazzo nella sua solitudine”. “Vladimir Macbetin è stato recitato in lingua ceca e sottotitolato in italiano. Sicuramenye un «saggio teatrale sulla manipolazione e ironia» che innesta le vicende della storia contemporanea e in corso del leader russo Putin con quella di Macbeth o come si vuol intenderla anche all'incontrario. Nella performance in oggetto ci si pone una domanda: «che succede se il Macbeth viene visto come la storia di un tiranno solitario che sta provando a scappare nel momento della sua sconfitta? Cosa prova realmente? Si sente in colpa? Può ammettere che il suo gioco di potere è alla fine?». Non ci sono dubbi, il personaggio è lui, Vladimir Macbetin abbandonato nell'atrio di un aeroporto in attesa che qualcuno venga, prima o poi, a salvarlo. Qui si vuol narrare della solitudine del potere quando si fa tirannico, ossessivo, criminale, folle e, quando, ad attenderlo è solo il capolinea nell'autodistruzione. Come Macbeth che ha cominciato a bramare il regno precipitando i suoi avversari, uno alla volta, in un fiume di sangue che scorre sempre più copioso, che sporca le sue mani e quelle di sua moglie. Dalla compagnia Spitfire, dunque, una lettura del governo di Putin servendosi letteralmente della progressione indicata dal drammaturgo inglese nella sua opera, fermandosi un attimo prima, per forza di una cronaca ancora in atto, prima del finale tragico. Una drammaturgia dinamica dalle considerazioni forti che hanno sicuramente indotto il pubblico a riflettere sulle cruente dinamiche del potere.





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