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Teatro. Al Duse Gentile mette in scena incertezze e contraddizioni della Storia

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 17 NOV. - Da quando è mondo, Il tradimento ha sempre accompagnato le vicende umane. Tanti sono i tradimenti famosi, che hanno caratterizzato vicende storiche di grande rilivo. "Se credi di conoscermi non è un problema mio" di Giovanni Gentile, con Barbara Grilli e Maurizio Sarubbi, è una performance originale e soprattutto di grande attualità, che indaga su una delle figure più controverse e discusse della storia di tutti i tempi, quella di Giuda, traditore di Gesù di Nazaret; il traditore per eccellena, dopo Lucifero angelo del divino, che dopo aver tradito il suo creatore sprofonda negli inferi senza riscatto. Dalla penna di Gentile, Giuda viene fuori come la vittima dei "se", quasi fosse l' ingranaggio di una macchina, quella divina che lo ha usato per compiere il suo corso. In un'ora e mezza di dialogo scenico tra l'Iscariota e un presunto inquisitore dalle sembianze femminili viene fuori la personalità di Giuda e le presunte motivazioni del suo tradimento. L inquisitore cerca di capire se la sua fu una scelta, dettata da motivi di orgoglio o di amore tradito nei confronti del Maestro oppure se il suo agire era stato già preventivato dall'alto e lui si era trasformato in mero esecutore del volere divino. Attraverso un interrogatorio fitto e incalzante viene fuori il travaglio interiore di quest'uomo e il suo punto di vista sulla storia che ha cambiato il mondo. Nella seconda parte i due protagonisti restano ancorati a due sgabelli, quasi a ricordare il simulacro della morte per impiccagione di Giuda Iscariota. In questo tempo vengono messi a nudo non soli i dubbi del protagonista in merito alle scritture, ma soprattutto gli interrogativi in merito alla messa in pratica del messaggio di Gesù Cristo da parte della Chiesa. Portando alla ribalta anche tanti interrogativi che mettono a nudo le contraddizioni della Chiesa ed i misteri ad essa correlati. Un testo provocatorio e dai tratti pungenti che porta sul palcoscenico le incertezze e le contraddizioni dell'uomo del nostro tempo.





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