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Al Duse desiderio di verità con "il Commissario " di Ferrante.

Un momento della pièce (foto M.C.)
di Maria Caravella

BARI, 16 DIC. - La verità è fatta di tante verità, ogni essere umano detiene la propria e la considera sacrosanta. 
È quello che scaturisce dalla brillante performance teatrale in scena dal 13 al 30 dicembre al Teatro Duse di Bari "Il commissario", con e di Franco Ferrante, dal martedì al venerdì, alle 21. La messa in scena fa da contorno all'indagine che il commissario Mario Di Stefano sta realizzando all'interno di un condominio sulla scomparsa di una certa Grazia Losappio.
Di lei non si parla, non viene nemmeno descritta, ne fisicamente, ne caratterialmente, si sa solo che aveva un appuntamento con uno studente, al quale non si è mai presentata. A complicare le indagini del commissario, in ansia perché sua moglie sta per partorire, si aggiungono nella ricostruzione dei fatti, i racconti degli inquilini del palazzo (anch'essi interpretati con maestria dallo stesso Ferrante), arricchiti dalla spontaneità, fantasia e soprattutto desiderio di "dire la verità", "la propria verità". 
Con talentuosa maestria Ferrante mette in scena una fantasmagorica galleria di personaggi, nella maggior parte cinici e arrabbiati nei confonti del contesto, ma nel contempo presentati con la giusta leggerezza. L' ambivalenza contraddistingue questa gradevole commedia, dai tempi scenici giusti e studiati, che la rendono gradita al pubblico. Ad andare in scena è cosi l'altra faccia della stessa moneta, dove diventa difficile distinguere il vero dal falso, l'utile dall" inutile, la tragedia dalla commedia. 




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