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Estero. Strage a Istanbul, 39 morti "Killer gridava Allah Akbar"

Il luogo della strage ad Istanbul. (foto Agi) ndr.

di Gaia Vendettuoli 

ROMA, 1 GEN. (AGI) - Strage di Capodanno a Istanbul. Un killer intorno all'una di notte è entrato nel Reina night club, locale molto popolare che si trova nella parte occidentale della città, e ha fatto fuoco con un fucile automatico, forse un AK-47, uccidendo 39 persone e ferendone una settantina (di cui quattro si trovano in condizioni critiche). Ancora nessuna rivendicazione ufficiale, ma 'The Guardian' riferisce che l'attentatore di Istanbul avrebbe gridato "Allah Akbar!" (Dio è il più grande) mentre sparava nel nightclub. Il sito web del quotidiano inglese cita la testimonianza di un citadino del Kuwait rimasto ferito. Secondo alcuni sopravvissuti ci sarebbe stato più di un aggressore, anche se la circostanza è stata smentita dalle autorità turche.

Strage Istanbul, italiani si salvano gettandosi a terra 

Un gruppo di italiani è scampato all'attentato presso il Reina di Istanbul gettandosi a terra non appena sono stati esplosi i primi colpi. Lo riferisce Telemodena, sottolineando che si tratta di tre modenesi e alcuni loro amici bresciani e palermitani che da tempo vivono nella capitale turca per ragioni di lavoro. La gente festeggiava e mangiava, riferiscono all'emittente, e quando sono stati esplosi i primi colpi e' scattato il panico. Secondo la loro ricostruzione, due sarebbero stati i punti di fuoco: la pista al centro del locale e il piano superiore. Molte persone sono rimaste ferite nella calca e anche gli italiani hanno riportato escoriazioni e contusioni di lieve entità. “E’ accaduto in un istante - si legge sul sito della tv emiliana -. La gente festeggiava e mangiava, e quando sono stati esplosi i primi colpi è scattato il panico”. I ragazzi raccontano poi di aver udito spari arrivare da più direzioni, e di aver visto anche loro il Babbo Natale con il mitra che sparava sulla gente, a bruciapelo (circostanza negata dalle autorità turche). Colpi partiti dalle scale della pista centrale del locale, che ha anche tre sale da pranzo: secondo la ricostruzione dei tre modenesi, dunque, ci sarebbe stato un secondo punto di fuoco al piano superiore, quello del ristorante giapponese, e molte delle persone in fuga sarebbero rimaste ferite anche dalla calca. Anche su questo punto la versione ufficiale discorda dalla testimonianza: si parla di un killer solitario.





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