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Gioia del Colle (Ba). Sequestrati dai cc. i beni del giostraio gia’ sospettato di attentato al procuratore distrettuale antimafia di Napoli [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO] [VIDEO]

Sequestro di bene dei cc. a Gioia del Colle. (foto cc.) ndr.

di Redazione

GIOIA DEL COLLE (BA), 25 GEN. (Comunicato St.) - I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari stanno eseguendo una misura di prevenzione patrimoniale di sequestro dei beni nei confronti di MONTI CONDESNITT Amilcare, giostraio 48enne di Gioia del Colle (BA) già condannato per traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi da guerra, violazione delle norme sull’immigrazione e ricettazione. Il provvedimento, innescato da accertamenti patrimoniali svolti con tempestività dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo provinciale di Bari, è stato emesso dal Tribunale del capoluogo pugliese, su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia. Il sequestro è stato adottato sulla scorta degli elementi, raccolti in un’indagine avviata nella primavera del 2016, i quali hanno permesso di comprovare come, attraverso il reimpiego di proventi derivanti da attività illecite, l’indagato abbia, da un lato, costituito e gestito fiorenti imprese attive nel campo delle attrazioni per luna park itineranti, dall’altro, acquisito vari beni immobili, mobili registrati e rapporti di conto corrente, realizzando un ingente patrimonio a lui riconducibile, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e intestato, in parte, alla sua convivente, la quale figura, peraltro, tra i destinatari di diverse informazioni antimafia, emesse recentemente dalla Prefettura di Bari. La misura ablativa annovera 6 società di gestione di attività ludiche, 1 appartamento, 1 capannone industriale, 15 fondi rustici, estesi complessivamente su 3 ettari, 7 autoveicoli, 4 conti correnti e una cassetta di sicurezza contenente diversi preziosi. Il tutto per un valore stimato di circa 1 milione e 200 mila euro. L’attività investigativa dalla quale è scaturito il sequestro odierno è stata condotta in seno alle indagini preliminari coordinate dalla DDA di Bari e attinenti, in particolare, al rinvenimento di esplosivo che potrebbe essere stato riconducibile al progetto di attentato ordito dalla camorra, in pregiudizio del Procuratore Distrettuale di Napoli, in relazione al quale risulterebbe coinvolto il MONTI CONDESNITT.




La droga sequestrata. (foto cc.) ndr.
TRANI (BT): DETENGONO COCAINA PRONTA PER LO SPACCIO E MINACCIANO I CARABINIERI. TRE ARRESTI ED UNA DENUNCIA 


Nella nottata di ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Trani hanno messo in atto una serie di controlli finalizzati a reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle vie del centro storico. Le operazioni, condotte sulla base di riscontri diretti nonché a seguito di numerose segnalazioni di cittadini esausti dei continui schiamazzi notturni dovuti al via vai di giovani e/o “volti poco raccomandabili”, sono scattate dopo la mezzanotte: solo dopo una prolungata osservazione, fatta di appostamenti in vie anguste e poco illuminate, i militari sono intervenuti per bloccare due giovani, un 21enne ed un 19enne, già sotto la lente d’ingrandimento per sospette attività illecite. Sottoposti a perquisizione dopo averli visti intrattenere una conversazione con un ignoto passante, i due sono stati sorpresi in possesso di 5 grammi di cocaina suddivisi in 15 dosi già pronte per lo spaccio. Particolare non degno di minore nota il fatto che, nonostante l’età e l’incensuratezza dei ragazzi, fossero di fatto già ben organizzati in caso di controlli atteso che la droga era stata occultata in un anfratto di un muro posto a distanza dal luogo di spaccio proprio per evitare la riconducibilità a chicchessia in caso di rinvenimento. Nell’ambito delle medesime operazioni, dopo essere stati notati con fare vagamente sospetto, è finito in manette anche un 49enne, albanese, già noto alle forze dell’ordine per molteplici precedenti in materia di stupefacenti, mentre sua moglie, 26enne, anch’ella di nazionalità albanese, veniva deferita in stato di libertà. I due, osservata la scena dell’arresto dei giovani spacciatori, si allontanavano frettolosamente inducendo i militari a sottoporli a controllo e, allo scopo di sottrarsi agli approfondimenti del caso, minacciavano gli operanti con un paio di forbici ed una mazza da baseball. Considerate quindi nel complesso, le operazioni descritte, cui è seguita la collocazione in carcere dei tre uomini, hanno consentito di arrestare tre persone e di deferirne una quarta poiché ritenute responsabili a vario titolo di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti, violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale e resistenza a un pubblico ufficiale.






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