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Nuovo Teatro Abeliano. SERGIO RUBINI in “SUD”, "l'anima della gente del sud tra allegria e malinconia"

Una immagine dello spettacolo. (foto M. C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 18 GEN. - "Se a Grumo Appula non hai un soprannome non sei nessuno". A partire da questa come tante altre caratteristiche peculiari del Sud Italia Sergio Rubini porta in scena, nei teatri di tutta Italia,“Sud”, uno spettacolo fatto di musica e poesia ma soprattutto di vissuti individuali e collettivi e tanta attualità. Un Sud che nell'anima non è cambiato: dalla lotta per la sopravvivenza ante e post bellica , dall' emigrazione degli anni sessanta - settanta, fino ad arrivare all'attuale esportazione di manodopera intellettuale. Uno spettacolo vivo e soprattutto attuale che parte dell'esperienza personale di Rubini, a cominciare dai "ricordi - pretesto" del papà capostazione appassionato di teatro che sicuramente ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione del figlio Sergio quale uomo di spettacolo. La pièce sembra essere un lungo percorso che lo spettatore fa seduto nello scompartimento di un treno, guidato da uno spericolato Sergio Rubini, dove assiste a dei quadri di vita quotidiana dislocati tra spazio e tempo, ma con un unico filo conduttore l'anima delle persone del sud che tra allegria malinconia sopportazione creatività e desiderio di riscatto mettono in pratica l'essenza del sopravvivere. Molto Rubini prende dai suoi protagonisti del Sud, già anticipati sul grande schermo, dove ha già raccontato di treni, binari, piccole stazioni di luoghi sperduti. "Il capotreno ci dice che il motivo del viaggio a cui stiamo partecipando è il Sud ma ...... nemmeno lui sa la vera destinazione. Tutto è iincerto e precario come l’andamento del treno". Rubini parte da Persiani di Eschilo, incipit dello spettacolo, per passare al racconto di Matteo Salvatore un cantastorie vissuto nel dopoguerra, e giungere poi alla letteratura che proprio a Napoli ha avuto il massimo dell’espressione nell’opera di Eduardo. In chiusura Rubini recita i versi in vernacolo di Giacomo D’angelo suo compaesano, che nel suo negozio di giocattoli scriveva poesie». Sergio Rubini con il maestro Michele Fazio al pianoforte, Marco Loddo al contrabbasso ed Emanuele Smimmo alla batteria ha regalato al pubblico dell " Abeliano una indimenticabile serata.





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