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Noci (Ba). Scoperta una discarica abusiva. I Carabinieri denunciano una persona [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO]

La discarica scoperta dai cc. (foto cc.) ndr.

di Redazione

NOCIA, 27 FEB. (Comunicato St.) - I Carabinieri della Stazione di Noci, unitamente ai Carabinieri della locale Stazione Forestale e del Nucleo Elicotteri di Bari, hanno individuato in agro di Noci un sito ove risultavano accatastati un enorme quantità di rifiuti speciali, risultanti scarto di attività zootecnica. Dopo aver visionato l’area dall’alto, i Carabinieri dell’Elinucleo di Bari hanno segnalato l’esistenza del sito sospetto. Sul posto sono intervenuti gli operanti che hanno accertato l’avvenuta violazioni della normativa sull’ambiente e denunciato a piede libero un 50enne incensurato del posto. L’uomo proprietario di un fondo, grande circa 2.000 metri quadri, aveva adibito una parte dell’area interessata a discarica di rifiuti speciali, ammassando taniche e teli in plastica, sacchi di iuta, scarti di guaina impermeabilizzante, nonché rifiuti urbani domestici, come bottiglie in vetro, plasticame vario ed anche pezzi di elettrodomestici. La dolina, collocata peraltro a ridosso di una zona boschiva ove vigono vincoli ambientali – paesaggistici – idrogeologici, è stata sottoposta a sequestro preventivo. Al 50enne al termine delle attività sono stati contestati reati previsti dal codice penale, quali “getto di cose pericolose” e “distruzione/deturpamento di bellezze naturali”, nonché violazioni al regolamento di igiene/sanità e amministrative. 

MOLA DI BARI (BA): CARABINIERI SGOMINANO BANDA CHE GESTIVA LO SPACCIO IN CITTÀ. 6 ARRESTI 

Nella notte, i Carabinieri della Compagnia di Monopoli, con l’ausilio di unità del Nucleo Cinofili di Modugno e di un elicottero del 6° Elinucleo CC di Bari, hanno dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettante persone accusate di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. I provvedimenti scaturiscono a seguito di una lunga ed articolata attività, partita dalle indagini su una sparatoria avvenuta all’interno del circolo “La vecchia guardia” di Mola di Bari il 1° agosto 2014, quando due soggetti esplosero alcuni colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di due soci che all’interno stavano consumando una pizza durante la visione di una partita di calcio, ferendo un 29enne. Sin dai primi momenti, gli investigatori si convinsero che il vero obiettivo dell’agguato era uno dei commensali del giovane rimasto ferito, S.T., 32enne pregiudicato locale. Su quest’ultimo, recentemente deceduto dopo essere rimasto per molto tempo in coma a seguito di un’aggressione avvenuta l’estate scorso in Olanda da parte di un gruppo di nordafricani, si concentrò quindi l’attenzione degli inquirenti. Nel corso delle indagini, infatti, emergeva come il 32enne, che nelle telefonate intercettate si definiva “Il Re di Mola”, insieme al fratello maggiore G.B.T., altro pregiudicato del luogo, era a capo di un gruppo criminale che gestiva lo spaccio di sostanze stupefacenti di vario tipo su Mola di Bari, dalla cocaina, all’eroina, dall’hashish alla marijuana, fino al metadone. I continui appostamenti e le immagini riprese dalle telecamere piazzate dai Carabinieri hanno documentato come la banda avesse stabilito la propria base all’interno di un bar gestito da uno degli affiliati, anch’egli arrestato nell’operazione, ubicato nel centro storico di Mola di Bari, nei cui locali e relative pertinenze venivano nascosti gli stupefacenti, pronti per essere consegnati agli acquirenti, mentre all’esterno stazionavano regolarmente alcuni complici con funzioni di “vedetta”, per informare dell’eventuale arrivo delle Forze dell’Ordine. Nel corso delle indagini, è stato anche accertato che il gruppo di spacciatori non esitava a ricorrere alla violenza nei confronti dei clienti debitori, per ottenere il pagamento degli stupefacenti, come quando, nell’ottobre del 2014, proprio uno dei due fratelli a capo del sodalizio, G.B.T., insieme a due dei suoi più fidati complici, organizzò una spedizione punitiva contro un tossicodipendente che aveva ritardato il pagamento della droga, picchiandolo selvaggiamente; quest’aggressione, come emerso dalle indagini, oltre che a recuperare i soldi dovuti, doveva servire anche come monito per tutti gli altri clienti, affinché capissero come sarebbero stati puniti eventuali sgarbi al gruppo. I provvedimenti, che sono stati eseguiti in varie località d’Italia, giunge a coronamento di una prolungata attività, nel corso della quale i Carabinieri avevano già arrestato 5 persone e sequestrato diversi quantitativi di stupefacenti di vario tipo. Nel medesimo contesto, i militari hanno notificato anche un avviso di conclusione indagini preliminari nei confronti di ulteriori 19 soggetti indagati, a vario titolo, per spaccio di sostanze stupefacenti, violazione degli obblighi inerenti alla Sorveglianza Speciale di P.S. e favoreggiamento personale.





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