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Andria (Bat). Refurtiva troppo pesante, fuga troppo lenta. I carabinieri arrestano due ladri maldestri [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO]

Controlli dei cc. ad Andria, (foto cc,) ndr.

di Redazione

ANDRIA (BT), 23 MAR. (Comunicato St.) - Il piano sembrava non fare una piega. Peccato però che, proprio a causa dei lastroni di marmo appena rubati, la loro piccola utilitaria marciasse quasi sulle ruote posteriori. Questa è l’incredibile storia di due ladri maldestri di marmo. Continua sia sul fronte della prevenzione che della repressione dei reati predatori l’azione di controllo del territorio predisposta dai militari della Compagnia Carabinieri di Andria. A finire in manette per furto aggravato, questa volta, sono stati due coratini, di cui uno con precedenti penali e l’altro incensurato. Avevano appena sottratto alcune lastre in marmo da una villa di campagna, ubicata in Corato (BA) nella contrada Maglioferro, del valore di duemila euro, pensando di trasportarle con una piccola utilitaria “presa in prestito” dalla madre di uno dei due. E così, M.D., 20enne pregiudicato di Corato, in compagnia di M.A, 19enne incensurato, aveva imboccato, dopo la faticaccia per lo sradicamento delle lastre, la S.P. 231 con la loro Fiat 600, in direzione di Andria, pensando che ormai fosse fatta. La goffa sistemazione delle pesanti lastre di marmo, tuttavia, non sfuggiva all’occhio vigile dei Carabinieri di Andria, impegnati in un servizio perlustrativo antirapina sulla strada provinciale, che, decidendo di approfondire l’anomalo trasporto, intimavano l’ALT ai lenti fuggiaschi. I due, impietriti, di tutta risposta, alla vista dei carabinieri, cercavano timidamente di accelerare l’andatura del veicolo, venendo tuttavia immediatamente bloccati. Troppo pesanti per essere in grado di fuggire. L’immediato controllo del veicolo consentiva di rinvenire le lastre, che senza dubbio erano in procinto di adornare qualche villa privata, presenti in gran numero nella zona di Castel del Monte, motivo per cui sono in corso accurate indagini onde risalire ad eventuali “clienti” degli arrestati nonché di ulteriori analoghi ordinativi della preziosa roccia. I due giovani sono finiti agli arresti domiciliari, mentre le lastre di marmo sono state restituite al legittimo proprietario.

COntrolli die cc. a Toritto. (foto ccc.) ndr.
TORITTO (BA): RECUPERATI TRATTORI RUBATI . UN ARRESTO DEI CARABINIERI 

I controlli nelle campagne per prevenire i furti di mezzi agricoli disposti dal Comando Provinciale di Bari hanno nelle ultime 48 ore hanno consentito di recuperare due mezzi rubati e trarre in arresto un pregiudicato. Il fenomeno del furto di mezzi agricoli è molto sentito nelle campagne della Provincia di Bari e proprio per contrastare tale fenomeno i Carabinieri della Stazione di Toritto, nell’ambito di servizi predisposti e mirati, hanno recuperato un trattore rubato ad Altamura qualche giorno prima, restituito al legittimo proprietario. Successivamente analoghi controlli hanno permesso di arrestare un uomo di Palo del Colle che, a bordo della propria auto, faceva da staffetta ad un trattore che era stato appena rubato e che verosimilmente stava per essere nascosto nelle campagne torittesi. Anche in questo caso il mezzo è stato restituito al proprietario mentre il 57enne di Palo del Colle, con numerosi precedenti penali, è stato arrestato. 

Il materiale sequestrato. (foto cc.) ndr.
NOCI (BA): FURTI DI RAME. CARABINIERI. ANCORA TRE ARRESTI 

Continua incessante l’attività preventiva e repressiva dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari per contrastare l’odioso fenomeno dei furti di rame. Questa volta a finire nella rete delle centinaia di servizi di pattuglia svolti giorno e notte, sono stati tre pregiudicati baresi. I Carabinieri della Stazione di Noci in collaborazione con quelli della Compagnia di Gioia del Colle, durante un servizio di controllo del territorio effettuato nella periferia di Noci, hanno infatti sorpreso tre baresi mentre asportavano dall’interno di un capannone in disuso, in passato sede del mattatoio comunale, circa cinque quintali di cavi in rame da quadri elettrici. Gli stessi che avevano caricato parte della refurtiva a bordo di una autovettura, alla vista dei militari, hanno tentato di dileguarsi. Ma la fuga è durata poco, tant’è che sono stati immediatamente bloccati nelle campagne circostanti. Le immediate indagini hanno consentito di acclarare la responsabilità dei tre, A.G., 46enne, B.P.P., 40enne e C.N., 27enne, tutti con precedenti penali e originari di Triggiano. Quest’ultimi dopo essersi introdotti previa effrazione del portone d’ingresso, nel piazzale del capannone, hanno iniziato a manomettere i quadri elettrici da cui hanno estratto i numerosi cavi elettrici contenenti rame. A bordo del mezzo utilizzato per compiere l’azione delittuosa i Carabinieri hanno rinvenuto oltre alla refurtiva, arnesi atti allo scasso utilizzati dalla banda per lo smontaggio dei cavi e l’estrazione del rame dagli stessi. Si ha motivo di ritenere che gli arrestati non siano nuovi ad episodi del genere, per questo motivo, verranno svolti accertamenti per stabilire l’eventuale loro responsabilità in altri furti commessi in provincia, per tentare di porre un freno all’odioso fenomeno. I tre, che dovranno rispondere di furto aggravato in concorso, sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni di residenza agli arresti domiciliari.





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