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Bari. Decapitato il clan strisciuglio dai cc.. Recuperati droga e armi da guerra. Neutralizzato il braccio armato del sodalizio [VIDEO]

Le armi e il materiale sequestrato. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BARI, 1 MAR.. (Comunicato St.) - Decapitato il clan Strisciuglio. È in corso una importane operazione antimafia dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari. Oltre 100 militari, supportati da un Elicottero e cani antidroga, con metal detector e sofisticate strumentazioni tecnologiche, sono impegnati in arresti e perquisizioni a tappeto alla ricerca di armi e droga. Annientati i vertici ed il braccio armato di uno dei più agguerriti gruppi criminali della città. L’indagine del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, durata oltre due anni, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso armata, detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra, traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso. Sequestrati all’organizzazione un micidiale Kalashnikov, giubbotti antiproiettile, pistole e centinaia di munizioni. 

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**AGGIORNAMENTO** - Bari. Si è svolta nella notte una vasta operazione antimafia dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bari. Oltre 100 i militari impegnati. 7 gli arresti e decine le perquisizioni domiciliari effettuate alla ricerca di armi e droga. Unità cinofile, metal detector, sofisticate strumentazioni e persino un Elicottero sono stati utilizzati dai Carabinieri per infliggere un duro colpo al temibile clan ”Strisciuglio” del capoluogo. Gli attuali elementi apicali dell’organizzazione sono stati neutralizzati da una complessa indagine che, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese, ha colpito aspramente il pericoloso gruppo di fuoco del clan, attivo nei quartieri cittadini di San Pio – Enziteto – Catino, San Paolo e Libertà. Le accuse sono di associazione di tipo mafioso armata, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, nonché spaccio di sostanze stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso. Nel corso dei tre anni di certosine indagini, i Carabinieri avevano già recuperato droga ed un arsenale di armi, anche da guerra. L’operazione è il frutto di un’indagine del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Bari, sviluppata mediante articolate attività tecniche d’intercettazione telefonica che hanno inequivocabilmente: - confermato l’attuale egemonia del clan “Strisciuglio” in diversi quartieri del capoluogo, San Pio – Enziteto – Catino e San Paolo, dove sono attive le articolazioni della cosca sulle quali esercita la sua influenza il boss CALDAROLA Lorenzo, capo promotore di quella attiva nel quartiere Libertà; - documentato la particolare capacità di penetrazione criminale del clan anche nelle restanti aree cittadine, in virtù, da un lato, del rilevante indebolimento cagionato dall’attività di contrasto condotta nei confronti delle altre compagini di tipo mafioso attive in tali zone, dall’altro, dalla concreta e diffusa forza militare di cui, allo stato, dispongono gli Strisciuglio che ha consentito loro di soppiantare i vari rivali di turno e di risolvere le molteplici, a volte cruente, dinamiche evolutive sorte al suo interno, acquisendo la supremazia nel traffico di droga in città; - permesso di sequestrare 300 gr. di hashish, un fucile mitragliatore AK47, due giubbetti antiproiettile, due pistole e centinaia di munizioni nella disponibilità del clan. Tra i destinatari del provvedimento, oltre a CALDAROLA Lorenzo, figurano i capi delle articolazioni del sodalizio deputati a gestire il potere criminale dell’organizzazione nei quartieri San Pio – Enziteto – Catino e San Paolo, rispettivamente FACCILONGO Saverio, RUTA Alessandro e VALENTINO Vito. L’odierna operazione rappresenta una concreta risposta alla descritta ascesa degli STRISCIUGLIO nell’articolato panorama mafioso del capoluogo levantino, atteso che ne colpisce duramente i vertici decisionali.

I componenti del clan arresatti. (foto cc.) ndr.










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