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Caso Moro. A breve perizia sul garage di Via Montalcini

Il Pres. Aldo Moro (foto com.)ndr.
di Nico Baratta

ROMA, 2 MAR. - Come sempre preannuncio l’attività della Commissione parlamentare sul Caso Moro non si ferma e spesso sortisce novità a noi ancora sconosciute.  Quel “Vaso di Pandora” che circa 10 giorni fa dissi stava per aprirsi del tutto, sarà noto a tutti anche grazie a nuove perizie che saranno svolte a breve. Come preannunciato dal deputato del PD Gero Grassi, componente della Commissione d’inchiesta sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, e dopo audizione del RIS su come è stato ucciso il Pres. Moro, pare che l’ultimo tassello per smontare il racconto brigatista stia volgendo al termine.

«Presto ci sarà una perizia sul garage di Via Montalcini per mettere definitivamente insieme i riscontri oggettivi portati alla nostra attenzione dal Reparto investigativo dei Carabinieri e il racconto brigatista della dinamica della morte di Aldo Moro». Lo ha reso noto l’On. Gero Grassi, che continua affermando che «Ancora non abbiamo le date di queste nuove prove la cui necessità è imposta dal grande lavoro svolto dal RIS il quale ci dice che oggettivamente:  Moro è stato colpito da una posizione del busto eretta, e non sdraiata come vuole la versione BR, ben otto colpi sono stati esplosi senza silenziatore, aspetto che rende assai improbabile che la scena si sia svolta in quel garage dell’appartamento romano alle sette del mattino, perché il rumore sarebbe stato elevato mentre nessuno degli inquilini ha mai sentito nulla. Molti altri sono gli aspetti interessanti della perizia del RIS che ci consentirà di riscrivere questa parte della vicenda. È sconfortante –continua Grassi- apprendere che i fazzoletti trovati tra il gilet di Moro e i suoi pantaloni al momento della autopsia siano stati gettati via dal personale intervenuto in quel momento ed anche che furono rilevate le impronte del volontà della R4 ma mai confrontate nel tempo con quelle del brigatisti poi coinvolti». Rivelazioni nuove che solo Grassi poteva fornire all’opinione pubblica per rendere giustizia a un uomo, Moro, e un caso che ha segnato per sempre la storia della nostra Repubblica. «Tra le foto del cadavere contenute del rapporto del RIS –conclude Gero Grassi- colpisce un particolare: il nodo della cravatta di Moro è fatto con molta cura, troppo per una persona che sa di andare a morire».
Ora non ci resta che attendere i risultati della perizia sul garage di Via Montalcini e capire se le BR hanno agito per conto loro, una tesi mai creduta da alcuni inquirenti, o se son state le mani di una mente al di sopra di ogni sospetto.

Comunque, per chi volesse approfondire l’attività della Commissione parlamentare sul Caso Moro può visitare il web site www.gerograssi.it, troverà documenti interessanti e inediti. 





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