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Cronaca. Manfredonia, arrestate due persone per evasione

Arresto (foto com.) ndr.
di Redazione

MANFREDONIA (FG), 4 MAR. (Com. St.) - I Carabinieri della Stazione di Manfredonia hanno tratto in arresto per evasione dagli arresti domiciliari il 25enne S. L. 
Gli uomini dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno sorpreso il giovane fuori dall’abitazione in cui è ristretto, accompagnandolo in caserma per gli opportuni accertamenti. Qui si è avuta la conferma che lo stesso non avesse alcun permesso per allontanarsi dall’abitazione nell’orario in cui è stato sorpreso. Pertanto è stato dichiarato in stato di arresto per il reato di evasione e riaccompagnato presso il proprio domicilio.
S. L. è sottoposto alla misura cautelare domiciliare con le gravi accuse di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona, spari in luogo pubblico, detenzione/porto di armi nonché spaccio di sostanza stupefacente, nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Romanzo Criminale”.

I Carabinieri della Stazione di Mattinata hanno tratto in arresto il 22enne L.P. B., anch’egli già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. 
Il giovane infatti, era stato sottoposto a fermo dai Carabinieri per concorso in tentato omicidio aggravato lo scorso 8 aprile 2016 quando, insieme a due complici, aveva attentato alla vita di un uomo di Mattinata, scaraventandosi addosso allo stesso con un ascia all’esterno di un esercizio pubblico del comune garganico. Condotto dapprima in carcere e successivamente sottoposto alla misura domiciliare, l’uomo, come documentato dai Carabinieri di Mattinata, ha più volte violato le prescrizioni impostegli.
In particolare, oltre ad essere stato sorpreso in alcuni controlli, in compagnia di persone non conviventi in violazione a quanto prescrittogli, il 17 gennaio 2017, autorizzato ad assentarsi per lavoro, L.P. B., come denunciato dalla vittima del tentato omicidio dell’anno prima, sarebbe transitato sotto la sua abitazione, urlando dal finestrino dell’auto minacce di morte.
L’episodio è parso allarmante non solo perché commesso da persona sottoposta a regime cautelare approfittando dell’autorizzazione all’espletamento di attività lavorativa ma, soprattutto, perché conferma il grave astio esistente tra lo stesso e la vittima del tentato omicidio, rendendo ancor più pregnante l’esigenza cautelare.
Alla luce di tali circostanze, il Tribunale di Foggia su richiesta della Procura ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere a L.P. B., il quale è stato quindi tradotto presso la casa circondariale di Foggia.   




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