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Calcio. Foggia bentornato in Serie B

I tifosi del Foggia in B. (foto com.) ndr.

di Mario Schena 

FOGGIA, 23 APR. - Una bottiglia di “quello buono” tenuta in cantina diciannove anni. Pronta in più di una occasione ad essere stappata, ma il brindisi, per più di una volta vicinissimo, è stato rinviato di quasi vent’anni. Il Foggia torna in B. A Fondi bastava non perdere, bastava un punto ed un punto è stato. E’ finita due e due, ma paradossalmente il Foggia avrebbe anche potuto perdere visto che il Lecce è stato sconfitto in casa dal Messina. Il risultato contava poco. Bastava raccattare quel punticino che avrebbe tolto ogni preoccupazione, ogni timore per dar via alla festa, attesa da tantissimi, da una provincia intera e dai più giovani che non hanno mai assistito allo Zaccheria ad un campionato cadetto. Per la cronaca il Foggia è andato sul due a zero con la rete iniziale di Sainz-Maza che al quarantatreesimo del primo tempo ha recuperato la palla e la serve a Gerbo, il centrocampista allarga su Chiricò che crossa al centro per lo spagnolo che, dopo uno stop di petto a seguire, batte Baiocco con un sinistro in diagonale. Raddoppio dei rossoneri al ventisettesimo del secondo tempo. Sarno cambia gioco per Rubin che crossa teso al centro per Mazzeo che sotto porta non perdona. Accorcia il Fondi tre minuti dopo con Gambino che di testa batte Guarna sul cross dalla sinistra di Calderini, con la palla che aveva però varcato la linea di fondo. I laziali pareggiano al quarantesimo su calcio di rigore trasformato da Albadoro. Rigore concesso per fallo di Coletti che stende Calderini. Poco importa, ripetiamo, il Foggia ha stravinto il campionato. Merito di tutti, Società, direttore sportivo, allenatore e squadra capaci di trasformare un campionato in una marcia trionfale che ha stracciato tutti i record ed ha fatto parlare dei rossoneri in tutta Europa, ma una parola va spesa soprattutto per Giovanni Stroppa. Un allenatore, ma soprattutto un uomo che ha sconfitto tutto, dalla diffidenza prima di tutto, nei confronti un tecnico ritenuto incapace di vincere un campionato difficile come quello della Lega Pro e che ad agosto scorso aveva rilevato una squadra non costruita e preparata da lui, ma soprattutto orfana di Roberto De Zerbi che nel capoluogo dauno era un mito, anche se reduce da un fallimento. Invece “Giuanin” Stroppa ex rossonero di Zemanlandia, un tassello alla volta, ha condotto la squadra a quel traguardo spesso apparso maledetto. Ora si penserà alla prossima stagione. Molti resteranno, qualcuno andrà via, ma di sicuro resta un’impresa storica, attesa come un sogno che si realizza e che ha riportato i colori rossoneri nel calcio che conta.






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