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Estero. Di cosa hanno parlato Mattarella e Putin

Mattarella in visita da Putin. (foto Agi) ndr.

di Redazione

MOSCA (RUS), 12 APR. (AGI) - Medio Oriente, Siria, Ucraina e la situazione delle attuali relazioni tra Russia e Ue. Questi i temi al centro dell'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è stato ricevuto al Cremlino da Putin dopo un colloquio con il primo ministro Dmitri Medvedev. "Sono felice di poterla accogliere la Cremlino, noi stessi viviamo un tempo non facile, ma spero veramente che la sua visita dia un impulso positivo e che riusciremo a superare tutti gli ostacoli e le divergenze che ci sono”, ha dichiarato Putin accogliendo il capo dello Stato italiano, “L’Italia è un importante partner della Russia”. Putin ha ribadito che è "interesse comune" ristabilire i rapporti tra Russia e Ue su base "paritaria". E, a sua detta, la visita di Mattarella, che ha rinnovato le condoglianze per l’attentato di San Pietroburgo, contribuirà a far "progredire la cooperazione fra la Russia e l'Italia".  
"Interscambio crollato a causa delle sanzioni" 

"Malgrado le difficoltà di questo periodo, siamo riusciti a mantenere un livello di collaborazione anche economica che ha resistito. Speriamo che presto si possano ripristinare appieno le condizioni che consentano lo sviluppo della collaborazione”, ha affermato da parte sua Mattarella, sottolineando che "l'amicizia tra Russia e Italia è forte". Tra gli argomenti in agenda, quindi, anche i rapporti economici tra le due nazioni, rimasti saldi nonostante le reciproche sanzioni economiche varate in seguito all’annessione russa della Crimea. Sanzioni che, secondo una stima di Coldiretti, hanno pesato per 10 miliardi solo sull’export agroalimentare. “L'Italia è un partner buono e affidabile, purtroppo il nostro interscambio è crollato, ma nonostante questo c'e' una tendenza positiva" perché all'inizio del 2017 "si e' verificata una crescita dell'interscambio di oltre il 33%", ha aggiunto Putin, rimarcando le "relazioni profonde" tra i due Paesi anche nel "settore culturale e umanitario". 

Putin: "Le armi chimiche di Assad? Come quelle di Saddam nel 2003" 

Il punto più delicato del colloquio ha riguardato il conflitto siriano. Proprio nella stessa giornata il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, vedrà il suo omologo russo, Sergei Lavrov, ed è risoluto nel chiedere a Mosca di staccarsi da Assad, che gli Usa accusano di essere responsabile dell’attacco chimico avvenuto a Idlib, ancora controllata dai ribelli islamisti. Putin chiede all’Onu di avviare un’indagine sulla vicenda e definisce la strage una provocazione destinata a ripetersi. Il presidente russo paragona la vicenda agli eventi del 2003 quando gli Stati Uniti con le "presunte armi chimiche" scoperte al regime di Saddam Hussein "hanno iniziato la campagna in Iraq che ha provocato la distruzione del paese e la conseguente nascita dello Stato islamico. Abbiamo già visto tutto". 

Mattarella: "Inaccettabile l'uso di armi chimiche" 

"L'uso di armi chimiche è inaccettabile", ha affermato da parte sua il presidente della Repubblica, dopo il colloquio, “auspichiamo che Mosca e gli altri attori si attivino perché non si ripetano attacchi simili". Quanto accaduto in Siria "dimostra l'urgente esigenza di trovare soluzioni condivise alla crisi, con un dialogo a molteplici livelli tra parti siriane contrapposte ed attori internazionali”, ha aggiunto Mattarella, “serve una soluzione politica sostenibile sotto l'egida dell'Onu" ha proseguito il Capo dello Stato per il quale servono "sforzi comuni" per superare l'attuale situazione. Mattarella ha poi affermato che è "fondamentale il principio dell'accertamento delle responsabilità delle violazioni più gravi e del loro perseguimento". "Ci auguriamo che quanto avvenuto solleciti con immediatezza tutti gli attori della crisi, particolarmente i più autorevoli, a mettere in campo sforzi comuni per superare l'attuale, intollerabile, situazione. L'Italia - ha assicurato il capo dello Stato - è pronta a fare la sua parte, sia nel quadro dell'importante sforzo portato avanti dall'Unione Europea - di cui la conferenza di Bruxelles rappresenta uno sviluppo incoraggiante - sia in seno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu". 

"Nessuna soluzione militare per la Libia" 

Alla crisi in Libia "non esiste una soluzione militare ", ha ribadito Mattarella, affermando la necessità di uno sforzo di dialogo di tutte le parti, pur da posizioni di partenza diverse: "L'Italia è convinta che non esista una soluzione militare alla crisi e che l'Accordo di Skhirat e la conseguente, unanime risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu costituiscano la cornice legittima per una soluzione politica. Contiamo sull'atteggiamento costruttivo da parte di Mosca e sulla piena comprensione della grande importanza che per l'Italia riveste la stabilizzazione della Libia stessa e di tutto il Mediterraneo". 

L'Italia preoccupata per l'assenza di sviluppi in Ucraina 

A proposito del conflitto in Ucraina, Mattarella ha espresso la forte preoccupazione dell’Italia “per l'assenza di sviluppi significativi sul terreno e di evoluzioni positive sul piano politico”. “Riteniamo che nessuno, non la Russia, non l'Europa, né l'Ucraina trarrebbero beneficio da una situazione di prolungata instabilità al cuore del continente", ha dichiarato, confermando la fiducia negli Accordi di Minsk, "auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate-il-fuoco, per una rapida de-escalation e per la stabilizzazione del Paese, richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi".






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