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Estero. Macron frena nei sondaggi dopo lo schiaffo di Amiens

Per Marcon un freno dai sondaggi. (foto Agi) ndr.

di Redazione

PARIGI (FRA), 28 APR. (AGI) - Il giorno dopo lo "schiaffo di Amiens", Emmanuel Macron, pur ancora in testa nelle intenzioni di voto, perde terreno nei confronti di Marine Le Pen, con la quale l'ex ministro del governo Hollande si giocherà l'Eliseo il prossimo 7 maggio. Questo l'esito dell'ultimo sondaggio condotto da Opinion Way per Les Echoes e Radio Classique. Secondo la rilevazione, il candidato di 'En Marche!' e' accreditato del 59% delle intenzioni di voto, mentre la leader del Front National si attesta al 41%. Le Pen ha recuperato due punti percentuali in due giorni. Dopo il blitz di mercoledì alla fabbrica della Whirlpool di Amiens, la candidata dell'estrema destra ha incontrato i pescatori di Grau-du-Roi: "Sono dalla parte dei francesi che iniziano a lavorare all'alba, mentre Macron è il candidato dell'oligarchia. Voglio mostrare la mia solidarietà ai pescatori che svolgono un lavoro così duro mentre Macron propone una deregulation totale imposta da Bruxelles, è sconnesso dalla realtà e non conosce il lavoro duro". 

Gli operai fischiano Macron e applaudono Le Pen 

Almeno a livello di immagine, l'accoglienza ostile degli operai della Whirlpool di Amiens, sua città natale, è stato un duro colpo per Macron. Il leader di 'En Marche!', che aveva da tempo in programma di visitare la fabbrica, era stato anche anticipato da Marine Le Pen, che si era presentata a sorpresa per un bagno di folla tra gli operai, mentre Macron stava incontrando i sindacati. Macron, riferiscono il Figaro e Liberation, è stato fischiato dagli operai al suo arrivo. Il candidato centrista aveva annunciato che avrebbe fatto partire la seconda parte della campagna elettorale proprio dalla sua città. La leader del Fn si è presentata agli operai della fabbrica di elettrodomestici che da tempo protestano per la decisione dell'azienda di delocalizzare la produzione in Polonia e ha avuto un incontro con i sindacalisti e con gli operai. "Cerco di risolvere i problemi, non di strumentalizzarli", ha detto Macron. "Io ho passato un'ora e mezzo con i sindacati, senza giornalisti - ha detto - la signora Le Pen è arrivata qui per dieci minuti a favore di telecamere solo perché sapeva che io sarei venuto", ha aggiunto. "Capisco che ci sono ansia e rabbia - ha detto Macron rivolgendosi agli operai - ma io non vi dirò che Whirlpool sarà nazionalizzata, non sono al governo e si dicessi questo vi mentirei. La risposta alle vostre richieste non è quella di sopprimere la mondializzazione, quando Le Pen dice che bisogna abbandonare la globalizzazione io dico che questa non è la soluzione. La soluzione non è quella di chiudere le frontiere, quelli che vi dicono questo mentono. La promessa di chiudere le frontiere è una menzogna, e io non farò promesse a vuoto. Mi prenderò le mie responsabilità e ritornero'", ha aggiunto il candidato di 'En Marche!'. 

"Con il Front National questa fabbrica non chiude" 

In mattinata Le Pen aveva posato con molti operai per un selfie e ha attaccato il suo rivale: "Sono qui a fianco degli operai, non nei ristoranti del centro - ha esordito - e quando sono venuta qui e ho scoperto che Macron non avrebbe incontrato gli operai ma sarebbe rimasto chiuso con due o tre persone alla Camera di Commercio ho deciso di venire tra voi". Poco prima su Twitter, la Le Pen aveva pubblicato un post in cui sosteneva che "con me la fabbrica non chiude". "Continuate a combattere, potete contare su di me", ha aggiunto. Il leader della sinistra radicale, Jean Luc Melenchon, continuerà a non dire per chi voterà al secondo turno delle presidenziali, qualunque sia l'esito della consultazione online degli elettori di France Insoumise, che andrà avanti fino al 2 maggio con diverse opzioni: voto bianco o nullo, astensione, oppure voto a Emmanuel Macron. Non è previsto dunque il voto a Marine Le Pen. Nel nostro movimento ci saranno opinioni diverse - ha detto il portavoce di Melenchon, Alexis Corbiere - ma bisogna distinguere tra una scelta intima e una scelta politica". Il leader del movimento La France Insoumise, arrivato quarto al primo turno con una notevole affermazione, il 19,6% dei voti, è stato molto criticato per non essersi posizionato. Non è possibile votare Le Pen, si legge nel testo pubblicato on-line- perchè "il movimento de La France Insoumise è per definizione legato ai principi del nostro motto repubblicano, Libertà, uguaglianza, fraternità. E il voto per il candidato di estrema destra non può rappresentare un'opzione". 

Il voto spacca il fronte sindacale 

Il voto ha intanto spaccato il fronte sindacale: le due principali sigle, la Cgt (di sinistra) e la Cfdt, di ispirazione cattolica che ha appoggiato molte delle riforme del quinquennio di Hollande, dalla legge Macron alla 'loi travail', sono divise sia dall'indicazione di voto che dalle parole d'ordine della manifestazione per la celebrazione della festa dei lavoratori. La Cfdt, che ha già chiesto ai suoi aderenti di votare per Macron, "sostiene la necessità di fare un appello chiaro per fare muro contro il Fn", mentre la Cgt non dà indicazioni di voto per Macron e propone una "piattaforma più ampia", chiedendo di allargare le rivendicazioni all'aumento dei salari e al potere d'acquisto". Force Ouvriere, sindacato della sinistra riformista, ha deciso di non dare indicazioni di voto ai suoi iscritti, cosi' come Cfe-Cgc, prima sigla tra i quadri e a lungo considerato una sigla di destra e vicina al patronato. Solo la Unsa, piccolo sindacato non confederale e non rappresentativo a livello nazionale, aderisce apertamente al fronte anti-Le Pen e sostiene Macron perché "L'arrivo al potere di una candidata il cui programma è fondato su una concezione autoritaria del potere, sul nazionalismo e sulla xenofobia è una minaccia per la democrazia e avrebbe gravi conseguenze sociali ed economiche".



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