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Cronaca. Così il corpo di Vincenzo Ruggiero è stato fatto a pezzi e poi nascosto

Vincenzo Ruggiero. (foto Agi) ndr.

di Redazione

NAPOLI, 1 AGO. (AGI) - L'assassino è l'ex fidanzato del trans che conviveva con la vittima Ucciso e squartato a 25 anni dall'ex del transessuale con il quale era andato a convivere. Una macabra vicenda di gelosia che ha sconvolto Napoli e giunge al suo epilogo solo ora, con il ritrovamento del cadavere di Vincenzo Ruggiero, giovane attivista gay, e la confessione del suo assassino, l'ex marinaio Ciro Guarente, 35 anni, che non riusciva a rassegnarsi della fine della storia con Heven Grimaldi, che lo aveva lasciato per un nuovo amore. Incastrato dalle telecamere di sicurezza, Guarente aveva raccontato di aver ucciso il rivale in preda alla rabbia e di essersi disfatto del corpo gettandolo in mare. Dopo giorni di inutili ricerche acquatiche, i carabinieri di Aversa hanno poi iniziato a nutrire forti dubbi su questa ricostruzione, poi contraddetta dalle indagini. 
Guarente tradito dalle telecamere di sicurezza Le telecamere avevano inquadrato l'omicida attendere la sua vittima davanti casa della trans contesa, in via Boccaccio ad Aversa, il 7 luglio. Poi l'uomo era ricomparso nelle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza di un negozio di fronte all'abitazione, qualche tempo dopo essere entrato in casa con Vincenzo, questa volta trasportando un sacco che appare molto pesante e che carica nel bagagliaio della sua auto. Il cellulare di Ruggiero aveva agganciato la cella telefonica del quartiere di Poggioreale a Napoli poco dopo. Il corpo di Vincenzo, sezionato e sfigurato, forse con l'acido, era stato interrato in un pozzetto, poi sigillato con il cemento, tra il lavaggio auto e un locale di servizio e ricoperto di immondizia. Un nascondiglio tradito dal lezzo nauseabondo di decomposizione che proveniva dall'autorimessa, tanto forte da essere avvertito dai vicini. A tradire l'ex marinaio, inoltre, la sua vettura, rimasta parcheggiata vicino alla tomba improvvisata per almeno una notte. Di delitto premeditato, e non di raptus, si è quindi trattato. Il fermo di Guarente è stato convalidato e l'uomo è stato condotto in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato. 



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