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Politica. Sull'aumento del debito pubblico Brunetta ha in parte ragione

Renato Brunetta. (foto Agi) ndr.
Il capo dei deputati azzurri aveva parlato di un ritmo di crescita di quasi 50 miliardi l'anno 

di Redazione

ROMA, 7 AGO. (AGI) - Lo scorso 3 agosto Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia, ha scritto su Facebook che “il nostro debito continua a crescere al ritmo di quasi 50 miliardi di euro l'anno e a battere ogni record storico mese dopo mese”. Entrambe le affermazioni sono imprecise ma non distanti dalla realtà. 

Il ritmo di crescita 

Dal primo gennaio 2008 al primo gennaio 2017 il debito pubblico italiano è aumentato da 1.624,869 a 2.250,841 miliardi di euro (qui è possibile consultare i dati di Banca d’Italia). Cioè una media di quasi 70 miliardi all’anno (69,552). Dal primo gennaio 2008 al primo gennaio 2012 - periodo quasi interamente coperto dall’ultimo governo Berlusconi, rimasto in carica fino a novembre 2011 - il debito pubblico è aumentato da, appunto, 1.624,869 a 1.944,224 miliardi di euro. Cioè quasi 80 miliardi all’anno (79,843). Stesso numero anche per il periodo dal primo gennaio 2012 al primo gennaio 2013 (governo Monti in carica), con 79,778 miliardi di euro di aumento. Dal primo gennaio 2013 al primo gennaio 2017 – a parte i primissimi mesi del 2013 si tratta degli anni dei governi Letta, Renzi e in piccola parte Gentiloni – il debito pubblico è aumentato da 2.024,002 a 2.250,841 miliardi. Cioè quasi 57 miliardi all’anno (56,709). Dunque Brunetta, che nel suo post critica il ministro Padoan per la gestione del debito pubblico, ha quasi ragione se si riferisce solamente agli ultimi governi. Considerando invece anche i precedenti del governo Monti e dell’ultimo governo Berlusconi, la media annuale è sensibilmente più alta. 

I record mensili 

È vero che ogni anno il debito pubblico italiano abbia segnato, in valore assoluto, un nuovo record da che esiste la Repubblica Italiana (si veda la serie storica di Banca d’Italia). Non è però vero che ogni mese abbia fatto registrare un valore più alto di quello precedente. Se, ad esempio, prendiamo il 2016 come anno di riferimento, si vede nell’ultimo bollettino di Banca d’Italia che il debito pubblico è salito costantemente da gennaio a luglio, per poi scendere ad agosto e settembre, risalire fino a novembre e infine scendere nuovamente a dicembre. Dunque non è preciso dire che i record vengano battuti mese dopo mese.



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