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Bari. La Polizia arresta due donne per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso [CRONACA DELLA P.S. ALL'INTERNO]

La droga sequestrata. (foto P.S.) ndr.

di Redazione

BARI, 23 SETT. (Comunicato St.) - Nella tarda serata di ieri, a Bari, la Polizia di Stato ha tratto in arresto, nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, PICCOLINO Apollonia, 40enne barese con precedenti di polizia per detenzione e spaccio di stupefacenti, e DELLE NOCI Eugenia, nata a Bari, di anni 30. I poliziotti della Squadra Mobile, nell’ambito di appositi servizi predisposti per la repressione dello spaccio diffuso di sostanze stupefacenti, hanno bloccato le arrestate a bordo di un’autovettura condotta dalla PICCOLINO Apollonia. Nel corso della perquisizione dell’auto, all’interno del bagagliaio, sono state rinvenute due borse in tela contenenti complessivamente 6,263 Kg. di marijuana, confezionata in pacchi di cellophane, sottovuoto. La sostanza stupefacente è stata sequestrata mentre le due arrestate, al termine degli atti di rito, sono state associate presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Trani, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

- Nei giorni scorsi in Andria, la Polizia di Stato, ha eseguito un’ordinanza di Misura Cautelare degli arresti domiciliari a carico di due pregiudicati andriesi, F.R. classe 77 e P.S. classe 73, entrambi responsabili del reato di furto aggravato in danno di distributori automatici di alimenti e bevande, installati presso il locale l’ospedale Bonomo ed il locale Cimitero. Già nel mese di aprile ultimo scorso, gli uomini del locale Commissariato di P.S, F.R., era stato colto in flagranza dei reato in argomento e veniva associato alla Casa Circondariale di Trani, ove è tutt’ora recluso, e dove gli è stato notificato il provvedimento in parola. Le misure, richieste dalla Procura della Repubblica di Trani, sono giunte a seguito di un’attenta attività di P.G. che ha consentito di documentare l’attività posta in essere tra i due correi i quali, approfittando delle ore notturne, manomettevano i distributori automatici di bevande e alimenti al fine di recuperare le monete custodite all’interno degli stessi distributori, che venivano cannibalizzati, consumando i furti. Le operazioni di scasso, venivano poste in essere dai due pregiudicati in azione sinergica dove uno svolgeva il ruolo di palo assicurando la possibilità al complice di agire indisturbato. Il pericolo di reiterazione del reato, l’aver commesso i fatti con professionalità e ripetizione, l’indole a delinquere dei soggetti, hanno portato a ritenere unica misura in grado di contenere tali condotte la misura cautelare personale coercitiva degli arresti domiciliari, disposta dal GIP del Tribunale di Trani. 

- Nei giorni scorsi in Andria, la Polizia di Stato, ha eseguito un’ordinanza di Misura Cautelare degli arresti domiciliari a carico di due pregiudicati andriesi, F.R. classe 77 e P.S. classe 73, entrambi responsabili del reato di furto aggravato in danno di distributori automatici di alimenti e bevande, installati presso il locale l’ospedale Bonomo ed il locale Cimitero. Già nel mese di aprile ultimo scorso, gli uomini del locale Commissariato di P.S avevano colto F.R. in flagranza dei reato in argomento e per questo veniva associato alla Casa Circondariale di Trani, ove è tutt’ora recluso, e dove gli è stato notificato il provvedimento in parola. Le misure, richieste dalla Procura della Repubblica di Trani, sono giunte a seguito di un’attenta attività di P.G. che ha consentito di documentare l’attività posta in essere tra i due correi i quali, approfittando delle ore notturne, manomettevano i distributori automatici di bevande e alimenti al fine di recuperare le monete custodite all’interno degli stessi distributori, che venivano cannibalizzati, consumando i furti. Le operazioni di scasso, venivano poste in essere dai due pregiudicati in azione sinergica dove uno svolgeva il ruolo di palo assicurando la possibilità al complice di agire indisturbato. Il pericolo di reiterazione del reato, l’aver commesso i fatti con professionalità e ripetizione, l’indole a delinquere dei soggetti, hanno portato a ritenere unica misura in grado di contenere tali condotte la misura cautelare personale coercitiva degli arresti domiciliari, disposta dal GIP del Tribunale di Trani.



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