Ultim'Ora

Politica. Il “Baratto Amministrativo” da oggi a Monte Sant’Angelo, pare, non s’ha da fare

Il baratto ammnistrativo (foto santacroceweb.com) ndr
di Nico Baratta


MONTE SANT'ANGELO (FG), 23 SETT. - Introdotto nell’anno 2015, su volontà del Consigliere regionale della Puglia la dott.ssa Rosa Barone, del Movimento 5 Stelle, ed in piena gestione comunale dei tre Commissari Straordinari Prefettizi, il “Baratto Amministrativo” ad oggi pare non s’ha da fare. Con il “Verbale di Deliberazione della Giunta Comunale di Monte Sant’Angelo n° 5 del 18/07/2017”, per la “Variazione al Bilancio di Previsione Finanziario 2017/2019 (art. 175, comma 2, del D. Lgs. n° 267/2000) n°2, alla voce “Minori Uscite: - Diversi stanziamenti si sono rilevati esuberanti rispetto all’andamento gestionale – baratto amministrativo (€ 10.000,00)”, e votato favorevolmente da quasi tutta la Giunta, Sindaco compreso, questo prezioso e utilissimo strumento di aiuto sociale non sarà più fruibile da più bisognosi. A Quanto pare è stato abrogato dall’attuale Amministrazione comunale di Monte Sant’Angelo, con a capo il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo, destinando i fondi preposti alla realizzazione di eventi estivi, affidati a varie associazioni locali. Uno schiaffo in pieno volto, un pugno nello stomaco a chi non potendo risolvere incombenze monetarie verso il comune poteva adempierlo con prestazioni lavorative. In altre parole era richiesta dall’ente pubblico una prestazione lavorativa a fronte di debiti con in cambio la risoluzione del passivo in atto. Detto questo sarebbe utile conoscere la posizione dell’attuale Assessore alla Politiche Sociali, Agnese Rinaldi, assente quel giorno, sapere come avrebbe votato a un servizio che la nobilita nel suo mandato e che i suoi colleghi hanno bocciato. Introdotto nel 2014 con il decreto legge, nell’articolo 24 del d.lgs 133/2014 poi legge 164/2014, il Governo ha dato la possibilità di pagare in questo modo tasse locali, multe e altri debiti contratti con il Comune, dove, come già detto, il cittadino per sanare la propria posizione debitoria svolge dei lavori utili come ridipingere i muri di un edificio comunale, curare i fiori in un giardino, verniciare una staccionata, ripulire le strade ed altro, sulla base di un elenco di progetti approvati. Ciò, però, non può essere utilizzato per l'adempimento di tributi locali pregressi, come stabilito dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l'Emilia Romagna in data 23 Marzo 2016.

Tuttavia chi amministra politicamente Monte Sant’Angelo, nello specifico quella coalizione chiamata “CambiaMonte” che dovrebbe cambiare, senza sinora riuscirvi, lo status dell’urbe garganica e nel caso lo stato sociale, ha ritenuto opportuno eliminare questi preziosi fondi per aiuti sociali a favore di associazioni che svolgono eventi estivi, tra l’altro devolvendo i fondi in modo non in forma equa. È tutto scritto nei documenti istituzionali facilmente consultabili nell’Albo Pretorio del Comune in oggetto. Insomma, il povero non va aiutato, chi diverte si. Il caso lo si poteva sollevare in pieno svolgimento dei giochi estivi montanari organizzati dalle associazioni (nulla contro di esse, ovviamente, nda.) che hanno percepito i fondi sopradetti, ma con la consapevolezza di non svilire ciò che di anno in anno fa sorridere e divertire centinaia di bambini, responsabilmente si è voluto attendere, ma non zittire.

E per tal discutibile decisione di pubblici amministratori, di chi dovrebbe pensare al bene comune di chi è meno abbiente, è intervenuta Rosa Barone «Trovo molto grave che la Giunta comunale di Monte Sant'Angelo, appena insediata, abbia abrogato di fatto il Baratto Amministrativo, che quasi due anni fa portavamo nella cittadina di San Michele con gli attivisti locali. È grave che una proposta che era stata ben accolta dai Commissari e dalla cittadinanza tutta, che doveva essere dalla parte di chi vive un periodo difficile economicamente viene eliminata, e risulta quasi una delle primissime azioni del Sindaco e la Giunta del Paese. Era una misura in cui abbiamo creduto da subito e sapere che i fondi sono stati spostati, parrebbe, alle associazioni per organizzare eventi estivi, sembra uno schiaffo a chi magari aveva utilizzato questo aiuto in modo concreto, o comunque un’azione politica molto deludente verso quei cittadini di Monte che magari avrebbero in futuro potuto approfittare di tale misura. Chiediamo al Comune di ripensarci e tornare a mettere le persone in difficoltà al centro della loro attività politica».

Monte è un paese che viene da due anni di commissariamento; c’è chi lo rivorrebbe, chi no. I tre Commissari Straordinari Prefettizi tuttavia e facendo fronte a spese straordinarie hanno consegnato all’attuale Sindaco le casse comunali non in debito di bilancio, come del resto avviene da diversi anni nel comune angiolino. Ciò, nella prima settimana del mese di luglio di quest’anno, è stato anche ribadito dall’attuale Assessore al Bilancio, Generoso Rignanese, che in un’intervista rilasciata allo scrivente dichiarò «Per quanto riguarda la situazione del bilancio posso dire che ho trovato una situazione non grave, ma ridotta all'osso. Posso dire tuttavia che siamo un comune virtuoso, che fin dagli anni '80 non va in anticipazione di cassa». 

Eppure oggi la politica, che dovrebbe avere molta più attenzione e orecchie per le necessità sociali, ha deciso che è più importante far divertire che aiutare. Scelte, ovviamente democratiche, ma opinabili e di opinione pubblica che non fanno bene a chi in campagna elettorale ha gridato a gran voce “cambiamento”. Forse intendeva al contrario? Al Sindaco dallo scrivente è stata rivolta più volta questa domanda, senza mai ricevere risposte. Il mutismo che incombe nel Palazzo comunale è assordante al punto che rumoreggiando sta causando dissapori sia all’interno della stessa maggioranza, sia tra i cittadini, che oggi si chiedono se hanno fatto la scelta giusta. L’augurio è che la rotta cambi e con essa la esecrabile scelta di veicolare fondi sociali precipuamente per sorreggere associazioni solo nell’attività di divertimento estivo. 

A Monte Sant’Angelo gli animi sono accesi. Oltre alle continue richieste del “Comitato dei Disoccupati” ci sono quelle del MeetUp pentastellato “Monte in MoVimento”: «Alla luce della recente “Variazione di bilancio operata con la delibera di Giunta n. 5 del 18/07/2017” che ha visto stornare la somma di 10.000 euro dal "Baratto Amministrativo" e destinarli alla realizzazione di eventi estivi, affidati a varie associazioni locali, il “MeetUp Monte in MoVimento” esprime notevole perplessità, in quanto non comprende come mai in un periodo di grave crisi economica la nostra Amministrazione abbia pensato di penalizzare uno strumento nato per dare respiro ai cittadini soffocati da tasse comunali quali TASI, TARI e IMU. Il "Baratto Amministrativo" nasce infatti su proposta della Consigliera regionale Rosa Barone (Movimento 5 STELLE ) e viene prontamente adottato dai Commissari che inseriscono questa novità in bilancio per una fase sperimentale: io cittadino non potendo pagare le tasse comunali mi avvalgo del "Baratto Amministrativo" e “pago” le tasse dovute con prestazioni lavorative a favore della comunità. Dunque la decisione dell'Amministrazione ci sembra scorretta e poco lodevole. Siamo di fronte all'ennesimo episodio di cattiva gestione dei denari pubblici».

Ogni altra considerazione è superflua e si lascia al lettore le considerazioni del caso. La politica cammina sulle gambe delle persone; evidentemente a Monte qualcuno è zoppo. Ciò, però, fa nascere dei dubbi. Come già scritto in un precedente articolo rivolgendo la domanda al Presidente del Comitato dei Disoccupati, ci si chiede se l’abrogazione del Baratto Amministrativo potrebbe dar l’abbrivio ad altre scelte per venir meno a progetti socialmente utili in materia di lavoro per persone che si trovano in difficoltà tali, anche temporanee, da essere al di sotto di quella soglia economica minima per una esistenza almeno accettabile. E se ciò accadesse non resta dire che qualcuno "pilatescamente”, applica leggi e norme solo per salvar la faccia e rimpinguare le casse, senza devolvere fondi per il bene comune, e tra l’altro senza confrontarsi con le associazioni e comitati cittadini, chiudendosi anche nel mutismo verso la stampa, un atto antidemocratico se svolto da amministratori eletti dal Popolo.





Nessun commento