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Calcio. Con il Parma, Foggia "non pervenuto"

Roberto Insigne il migliore del Parma (foto web) ndr
di Mario Schena


FOGGIA, 24 OTT. - Dopo aver vestito i panni di “Babbo Natale” a Cesena il Foggia è sceso in campo contro il Parma con la convinzione di non ripetere gli errori difensivi esposti nella galleria degli orrori sabato scorso. Ed invece il Foggia ha addirittura fatto un passo indietro sul piano del gioco mostrando una preoccupante sterilità e perdendo seccamente tre a zero. Stroppa ha dovuto rinunciare anche per questo turno infrasettimanale agli infortunati Empereur, Figliomeni, Agazzi, Martinelli, Agnelli e Floriano. Davanti a Guarna Loiaconio e Gerbo sulle fasce e Coletti e Camporese centrali a formare la retroguardia. A centrocampo Fedele, Deli e Vacca, in attacco a destra Fedato a sinistra Beretta e punta centrale Mazzeo. Parma con Calaiò e Insigne a cercare i gol per i “biancocrociati” diretti da D’Aversa. 
Ha diretto Piccinini della sezione di Forlì, assistito da Villa di Rimini e Rossi di La Spezia, quarto uomo Robilotta di Sala Consilina. Il primo tempo vede entrambe le squadre iniziare la gara in maniera piuttosto guardinga concedendo pochi spazi. Passano ben otto minuti e Fedato ci prova da fuori area con un tiro forte ed ad effetto che però Frattali blocca. Il Parma si guadagna al dodicesimo un calcio di punizione quasi al limite dell’area che insigne calibra sulla testa dell’accorrente Gagliolo che batte Guarna. Il Foggia accusa il colpo ed il Parma, forte del vantaggio, è bravo a gestire la gara andando nuovamente vicino al gol con un colpo di testa di Munari che il portiere rossonero blocca a terra. Al diciassettesimo Loiacono sfiora il gol del pari colpendo di testa sugli sviluppi di un calcio dalla bandierina, mandando però alto. Il Parma risponde con un tiro di Di Gaudio dal limite forte, ma alto. Il Foggia sembra incartarsi su se stesso, è incapace di imbastire una manovra d’attacco e sembra essere preda anche di una sorta di incapacità di reazione. 
Il parma va in scioltezza e cerca di trovare gli spazi per far male. Di Gaudio su tutti è una spina nel fianco sulla fascia sinistra del Foggia con Gerbo incapace di contenerlo. Al trentunesimo Calaiò da ottima posizione in area alza sulla traversa divorandosi il raddoppio. Raddoppio che fallisce un minuto dopo il solito Di Gaudio che dopo essersi involato sulla fascia si accentra e conclude forte, ma sulla traversa. Il Foggia non trova spazi ed idee per far male e la conclusione di Fedele da lontanissimo, parata a terra da Frattali è il sintomo dell’impotenza e della sterilità che attanaglia i rossoneri. La ripresa inizia a formazioni invariate. Il Parma chiama il Foggia in avanti e cerca le ripartenze per far male e ci prova al quinto, manco a dirlo con Di Gaudio sul quale Guarna è costretto all’uscita alla disperata al limite dell’area. Un minuto dopo Insigne ci prova con un numero che lo accomuna al fratello, il tiri a giro da fuori area, ma Guarna in tuffo mette in angolo. Il Foggia ci mette un po’ più di cuore e Fedato piazza al centro dell’area tre buone palle in successione che non trovano nessuna punta rossonera pronta alla deviazione. 
Al sedicesimo, nel Foggia, fuori Deli e dentro Chiricò. Fedele perde palla e Scozzarella va alla conclusione insidiosa costringendo Guarna alla parata plastica. Al ventinovesimo il Parma raddoppia grazie alla solita imbarcata difensiva con errore finale di Coletti che permette ad Insigne di far partire uno splendido tiro a giro che si spegne nell’angolo alla destra di Guarna. Al trentaquattresimo Beretta si gira in area, ma la sua conclusione è debole e facilmente parata da Frattali. Al trentottesimo Gerbo sgambetta in area  Baraye, dal dischetto va Calaiò che sigla il tre a zero. Coletti ci prova su punizione, ma manda di poco fuori alla destra di Frattali. Due i minuti di recupero concessi con il Parma in scioltezza ed il Foggia incapace di impensierire gli avversari. Coro di fischi alla fine colonna sonora di una gara giocata male da un Foggia davvero impalpabile. 



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