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Cronaca. “Operazione Ghost”, a San Severo arrestati tre pregiudicati

Arresto (foto) ndr.
di Redazione

SAN SEVERO (FG), 21 OTT. (Com. St.) - Nella mattinata scorsa la Polizia di Stato - Commissariato di P.S. di San Severo- ha eseguito una ordinanza di applicazione della misura coercitiva di cui tre in carcere ed una agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Foggia –Ufficio del G.I.P.¬--a carico di : LUCIANO FIORENZO PIO,  del ’91, LEGGE ANTONIO, ’95 MASULLO MATTEO, ‘86 e SACCO LUIGI , ’90, tutti, con precedenti di polizia e/o  penali  residenti a Torremaggiore, in quanto è stato accertato che gli stessi avevano  costituito e partecipato ad una stabile e strutturata associazione a delinquere, operante nei comuni di Torremaggiore ed Apricena finalizzata a commettere una pluralità indeterminata di reati di ricettazione di mezzi agricoli ed attrezzature agricole con successive  truffe mediante inserzioni di annunci di vendita sulla piattaforma online “subito.it”. 
L’indagine  in argomento traeva origine da una mera denuncia di furto di un trattore agricolo, del valore commerciale di oltre 10.000,00 Euro a sua volta acquistato da ignaro acquirente che si avvedeva della irregolarità dell’acquisto nel momento in cui si rivolgeva ad un’agenzia per pratiche automobilistiche per effettuare il passaggio di proprietà, laddove apprendeva che la targa del trattore in questione non era quella originale, bensì una riproduzione. Pertanto gli immediati accertamenti, volti appunto a capire l’esatta portata del fenomeno, particolarmente importante in una realtà agricola come quella appunto di San Severo e territori limitrofi, sin da subito coordinati meticolosamente dal Sost. Proc. dott. Marco Gambardella della  Procura della Repubblica di Foggia, consentivano di individuare i soggetti che materialmente avevano condotto l’ intera trattativa sino alla consegna del bene verso corrispettivo di 6.000,00 euro avvenuto nella zona di Poggio Imperiale. Da questo episodio e da un altro pressocchè analogo traeva appunto origine l’attività investigativa del personale del Commissariato di P.S. di San Severo, diretto dal V.Q.A. dott.ssa Cristina Finizio, volta appunto ad acquisire ogni elemento utile teso a chiarire le vicende delittuose in questione, i soggetti coinvolti e il loro modus operandi. L’attività in questione si è snodata in minuziosi accertamenti di natura tecnica-informatica oltre che nei consueti metodi investigativi. Essi, infatti, hanno consentito sin da subito di delineare il   quadro associativo in capo agli odierni arrestati. In particolare, a capo dell’organizzazione criminale vi era il pregiudicato LUCIANO Fiorenzo Pio, all’epoca sottoposto alla misura restrittiva della detenzione domiciliare, senza autorizzazione ad uscire dal proprio domicilio, il quale, anche in ragione del suo stato detentivo, dirigeva l’organizzazione criminale da casa sua, ove riceveva quotidianamente a qualsiasi ora del giorno e della notte gli altri associati, per discutere dei loro “affari”e pianificare le loro attività illecite. 

Il LUCIANO, sostanzialmente, pubblicava sul sito web Subito.it gli annunci di offerta in vendita inerenti i mezzi agricoli ricettati e gestiva personalmente le trattative di vendita mediante utenze telefoniche “dedicate” ed intestate a persone ignare; Masullo, Legge e  Sacco si adoperavano fattivamente a reperire un box ove custodire i mezzi ricettati e a concludere materialmente le trattative di compravendita. Il gruppo, infatti, logisticamente  aveva in uso un  garage sito in Apricena locato dal Masullo mediante false generalità ove occultavano i mezzi agricoli ricettati e materialmente e personalmente “concludevano gli affari”, incontrando i “clienti” per la trattativa e la conclusione dell’affare, consegnando ovviamente e riscuotendo il corrispettivo pattuito dalle  ignare vittime di truffa. In altri termini l’abitazione del Luciano, sita appunto in Torremaggiore, costituiva la base operativa, programmatica, del gruppo stesso: il luogo ove si discuteva degli “affari” e si prendevano decisioni, mentre nel box avvenivano materialmente i fatti.  Un ruolo apicale va riconosciuto anche a Masullo in quanto costui gestiva i cospicui introiti ricavati dalle attività illecite, incassando il corrispettivo in danaro della compravendite dei mezzi agricoli.
Antonio Legge e Luigi Sacco, invece hanno svolto un ruolo di assistenza , partecipando fattivamente alle operazioni di custodia e spostamento dei mezzi ricettati e di consegna agli ignari acquirenti. Gli investigatori, inoltre hanno scoperto altresì che in una casa fatiscente in Torremaggiore, vicino all’abitazione di Luciano, cui lo stesso aveva le chiavi, gli stessi occultavano tutto il necessario  per portare a termine le truffe, ovvero carte di circolazioni rubate alla MCTC di Napoli, documenti di identità rubati e utilizzati per falsificare le carte di circolazione dei trattori agricoli e per compilare dichiarazioni fittizie di vendita, oltre che  copie di dichiarazioni di vendita tra privati in bianco, riproduzioni di targhe e targhette identificative per mezzi agricoli in bachelite, svariati cellulari, strumenti di effrazione e di travisamento, cartucce da caccia ed artifici pirici artigianali.
 Le attività investigative che si sono protratte per oltre tre mesi, durante i quali sono state monitorate tutte le fasi dal recupero del mezzo compendio di furto all’occultamento del garage sito appunto in Apricena , dall’inserzione dell’annuncio di vendita sul sito web “Subito.it” alla gestione delle trattative fino alla materiale consegna all’ignaro acquirente. Ogni momento, ogni sviluppo investigativo è stato documentato dagli investigatori e guidato dal P.M. dott. Marco Gambardella, che ha diretto sapientemente le indagini. Sono stati accertati ben sette episodi di ricettazione di mezzi agricoli, sequestrati e restituiti agli aventi diritto. Si fa presente che i mezzi in questione rivestivano tutti un importante valore economico di oltre  10,000,00 .
Il DI MASULLO Matteo, detto “Bacchettone” per il fisico snello, dal 7 febbraio u.s. non si hanno più notizie. Le ultime notizie risalgono alla sera del sette febbraio allorquando Masullo si era recato a Termoli  per incontrare la sua fidanzata. Una volta a Termoli  pare che sia stato contattato  telefonicamente da due persone e  avrebbe avvertito la ragazza che si allontanava “per un caffè”. Poi più nulla. 




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