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Bisceglie (Bat), Maxi sequestro di merce contraffatta. Un soggetto denunciato all’A.G. [CRONACA DELLA GDF ALL'INTERNO]

La merce sequestrata. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 7 NOV. (Comunicato St.) - Finanzieri della Compagnia di Trani nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio volte, in particolare, alla prevenzione e al contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione di marchi, hanno individuato nel comune di Bisceglie (BT), un vero e proprio deposito per lo stoccaggio e il confezionamento di merce contraffatta, pronta per essere commercializzata. L'attività di servizio ha consentito alle Fiamme Gialle di bloccare l’immissione sul mercato di oltre 2.200 pezzi contraffatti, tra capi e accessori di abbigliamento di vari marchi, profumi, CD e DVD “pirata”, oltre ad un macchinario per l’etichettatura dei capi di abbigliamento. La merce è stata sottoposta a sequestro ed il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di contraffazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi oltre che per i reati di ricettazione e di violazione del diritto d’autore. L’attività di indagine si inquadra nell’ambito dei compiti affidati alla Guardia di Finanza in aderenza al ruolo di Polizia Economico-Finanziaria, con particolare riferimento alle funzioni di prevenzione e repressione dei fenomeni lesivi della concorrenza ed, in particolare, della contraffazione che provoca un danno economico per le imprese, un pericolo per il consumatore finale connesso alla sicurezza intrinseca dei prodotti, oltre che un ingente danno all'Erario attraverso l'evasione dell’I.V.A. e delle imposte sui redditi. 

Beni sequestrati. (foto Gdf) ndr.
SGOMINATA UNA VASTA ORGANIZZAZIONE DI NARCOTRAFFICANTI COSTITUITA DA CITTADINI ITALIANI E SPAGNOLI. ESEGUITI 21 PROVVEDIMENTI CAUTELARI PERSONALI, SOTTOPOSTI A SEQUESTRO BENI PER OLTRE 2,3 MILIONI DI EURO

Dalle prime luci dell’alba militari del GICO del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza Bari sono impegnati in una vasta operazione antidroga finalizzata a neutralizzare una ramificata organizzazione criminale internazionale. Un centinaio di finanzieri, con l’ausilio delle unità cinofile antidroga del Gruppo Pronto Impiego di Bari, sono impegnati in Puglia, Lombardia, Veneto, Marche, Lazio, nell’esecuzione di 21 provvedimenti cautelari personali, emessi dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta di questa Procura della Repubblica. Nei confronti di quattro indagati, due cittadini spagnoli e due cittadini italiani, le misure restrittive della libertà personale saranno eseguite in Spagna. Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari, sono in corso perquisizioni e sequestri di beni del valore complessivo di oltre 2,3 milioni di euro. Le indagini svolte dal GICO del Nucleo di Polizia Tributaria Bari, coordinate da questa Procura della Repubblica, hanno consentito di disarticolare un’organizzazione criminale estremamente ramificata della quale facevano parte cittadini italiani e spagnoli, capace di far giungere in Italia, attraverso Portogallo, Spagna e Francia, tonnellate di hashish provenienti dal Marocco. Nel corso delle indagini, avviate nel 2014, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro, in varie occasioni, oltre 2,6 tonnellate di Hashish e tratto in arresto i corrieri, infliggendo all’organizzazione di narcotrafficanti rilevanti perdite economiche sia sotto il profilo dei capitali investiti che dei mancati guadagni: la droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio sulle piazze di spaccio, avrebbe fruttato all’organizzazione oltre 3 milioni euro. Nel contesto investigativo, particolare importanza è stata attribuita all’azione di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati mediante i profitti derivanti dal traffico degli stupefacenti. Le contestuali investigazioni economico-patrimoniali hanno consentito infatti, nel corso delle indagini, di sottoporre a sequestro beni mobili ed immobili, complessi aziendali, quote societarie, denaro contante, per un valore complessivo, compresi i beni oggetto di sequestro in data odierna, di circa 5 milioni, di cui oltre 1 milione di euro già oggetto di confisca.



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