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Politica. Monte, dimissione Fusilli. Perché? E cosa accadrà?

Antonio Fusilli (foto) ndr.
di Nico Baratta

MONTE SANT'ANGELO (FG), 03 NOV.La notizia delle dimissioni del Consigliere comunale di Monte Sant’Angelo, Antonio Fusilli, sono giunte improvvise. Giornalisticamente è uno scoop, giacché la vittoria della coalizione CambiaMonte è gran parte opera sua e dei voti che ha portato e di consiglieri legati alla sua lista oltre alla nomina fuori elezione del Vice Sindaco, suo fratello Michele. Ma a ragion veduta per capire il perché di tale scelta e soprattutto gli effetti che sortirà, politicamente è un fulmine a ciel sereno in una coalizione che da sempre ha incentrato la sua centralità, e perciò forza, nella figura dell’uomo di punta di Raffaele Piemontese. Venerdì 03 novembre, l’indomani della “Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum” (sarà un’indicazione politica…?), Antonio Fusilli ha protocollato presso il Comune micaelico le sue formali e improrogabili dimissioni. Una scelta diretta dall’interessato e concitata negli ambiti politici locali e provinciali. Sempre nel giorno della commemorazione dei nostri cari fedeli defunti, a Monte, in serata, si è svolta una riunione fiume della maggioranza, che ha dovuto accettare la scelta del Consigliere uscente, accogliendo formalmente il successore, quel Vittorio de Padova che, con 304 voti, è risultato il primo dei non eletti. Un problema ora c’è nella maggioranza montanara. Seppur mitigata ed ornata da comunicati stampa che informano solo dell’azione intrapresa, da oggi, e fino a quando il Sindaco d’Arienzo non si pronuncerà, a Monte si apre una crisi politica. Qualcuno dirà che “crisi” è un termine ingigantito. 
In realtà non è così, poiché l’uscita di Antonio Fusilli potrebbe cambiare la centralità, e anche la stabilità, del governo cittadino. Antonio Fusilli è uomo di spicco del Partito Democratico di Monte Sant’Angelo; con lui l’attuale maggioranza ha in seno altri consiglieri, grazie agli 884 voti ottenuti nelle amministrative di giugno 2017. Voti importanti, pesanti e determinanti per la vittoria della coalizione CambiaMonte. E, sempre grazie a lui, come detto, c’è la nomina del vice di d’Arienzo, suo fratello Michele. Cosa accadrà con l’ingresso di De Padova, il quale da sempre ha manifestato la volontà di entrare nella Giunta qualora fosse stato eletto? Negli ambiti partitici il peso del Fusilli è sentito. 
Lo è per la sua dedizione e fedeltà a Raffaele Piemontese, mentore del PD locale, che ha voluto fortemente la vittoria nel Comune di Monte, imponendo finanche il nome del Sindaco, spesso indesiderato da altre liste che poi hanno preferito correre da sole e finendo in minoranza. A Monte tutti sanno che il consigliere entrante, dalla sua non elezione a giugno 2017, ha sempre manifestato consenso e dissenso, a prescindere dai temi intrapresi dall’Assise Comunale. Come pure è nota la sua non partecipazione agli incontri di maggioranza che, solitamente, chiama a raccolta non solo chi è stato eletto bensì chi ha contribuito alla vittoria. Certo è che l’uscita di Fusilli, da quanto si legge nei social e nei commenti di alcuni portali, che non approfondiscono il tema ma si limitano solo a dare la notizia (scelte discutibili di un giornalismo povero di autonomia e senso critico), sembra un atto di poca responsabilità, quasi un tradimento a chi lo ha sostenuto e creduto, anche un’azione di poca affettività in quel cambiamento che tanto alcuni montanari a suo nome c’avevano creduto.
E ciò avviene anche in un momento critico per la gestione d’Arienzo, che tra l’altro non ha mai comunicato ciò che ha fatto nei primi 100 giorni di mandato: eppure in campagna elettorale aveva comunicato a gran voce che, se eletto, avrebbe preso le distanze da alcuni dirigenti, che oggi sono stati riconfermati dallo stesso Sindaco e che “casualmente” sono legati al Fusilli. Ovviamente, come è deducibile per la trasparenza e formale scelta imposta dalle leggi, sono valutazioni locali e secondo tecnicismi che, a voce degli interessati, guardano più al bene cittadino che a quello personale. Nondimeno c’è anche la questione Ispettore del MEF che, seppur non sta sortendo novità, è pur sempre un tassello fuori posto che interroga la cittadinanza e che distrae la maggioranza. Ma una domanda è d’obbligo da porre: Giuseppe Totaro, Assessore alla Mobilità e alla Sicurezza del comune in oggetto, che farà dopo l’iniziale affievolimento politico in casa PD? Certo non starà a guardare e potrebbe chiedere maggiori responsabilità. Da quando si è insediato d’Arienzo tutti a Monte, PD provinciale e regionale compreso, sa molto bene che Totaro ha sempre ambito al secondo scranno di Piazza Municipio. Ed ora che quel calo di consensi di CambiaMonte (Fusilli uscito) potrebbe tradursi in debolezza cronica perdurante, potrebbe dar forza incalzante all’Assessore dai “facili paletti”. «Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l'eccellenza non è un'azione, ma un'abitudine» disse e scrisse Aristotele. Perciò ogni mestiere esige, nella sua specificità, un certo livello di conoscenze, di abilità, di doti, di capacità, di professionalità ed anche di amore e passione che, di frequente, latitano, se non proprio mancano.


Ora, però, il problema è capire perché Antonio Fusilli abbia scelto di smettere con la politica, sia da Consigliere, sia da rappresentante della Coalizione vincitrice. Lui, in un comunicato stampa, afferma che «I casi della vita sono strani e, a poche settimane da un’entusiasmante fase di impegno civile e politico, conclusasi nel modo più bello e soddisfacente possibile, si sono schiuse opportunità di crescita professionale che non posso non cogliere e che, tuttavia, non mi consentono di avere contemporaneamente responsabilità istituzionali». Tuttavia, e conoscendo l’impegno professionale che Fusilli ricopre, sembra impensabile una tale rinuncia. Un impiegato pubblico, pur crescendo professionalmente, può ricoprire ambedue le cariche, le può tranquillamente sostenere, a meno che non siano incompatibili, e non lo sono. Può essere che la politica lo sottragga a impegni lavorativi e familiari, e qui ci sta tutta la sua decisione. Che la salute ne possa aver risentito e perciò tirare le briglie in carrozza sia una forma di autodifesa per garantirne la salutare prosecuzione. Tutti motivi per dire no alla politica. Eppure, ci potrebbe essere dell’altro. È noto, perché ormai c’è chi lo afferma negli ambiti interni del PD, che Antonio Fusilli nei giorni scorsi si è incontrato con il suo mentore Piemontese, colloquiando con animosità e contrasto di vedute, sicuramente per la scelta comunicata dal pluri-suffragato Consigliere. Qualcun altro dice che la Procura abbia acquisito informazioni anonime. Non si sa se tali informazioni riguardino la persona o l’Amministrazione attuale di Monte. Se la notizia dovesse trovare conferma, il Comune di Monte si ritroverebbe sul ciglio di quel baratro da cui sta cercando di uscire. E con esso chi oggi lo amministra poiché, se cambiamento doveva essere la parola data a quel 61,64% ai votanti che hanno preferito la coalizione, si ritroverebbe in casa Commissioni e legali, che qualcosa vorranno acquisire pur di giustificare il lavoro intrapreso. L’augurio è alla persona, ad Antonio Fusilli, che si spera non abbia nulla a che fare con questo ultimo scenario. La persona va tutelata e fino a prove incontrovertibili non la si può neanche avvicinare a tali presunzioni. Ma a Monte il Governo Renzi ha già impresso il suo marchio condannando le presunzioni anziché le prove inconfutabili.



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