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Teatro. Con "Devozione", sul palcoscenico dell'Abeliano la danza delle sette madonne

Una immagine dello spetacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 23 NOV. - "Devozione" Devozione è il ballo sul tamburo. Devozione è invocazione al sole, alla madre, a chi è devoto. Devozione è una supplica intima e segreta. Devozione è una scarpa persa, è un piede scalzo, una corsa all’alba. Devozione è la paura, è un cuore in gola. Devozione è il gesto, è la pulsione, il ritmo scandito. Devozione è una tammorra, è il doppio flauto maschio e femmina. Devozione è morso d’amore in forma di rosa. Devozione sono sette sorelle, una brutta e sei belle. Devozione è ballo d’amore. Stiamo parlando di "Devozione", la simpatica ed originale coreografia di Michele Napoletano: che ha curato anche la regia e i costumi. Per poco più di un'ora Ada Triggianese, Enrica Mongelli, Mauro Losapio e Michele Napoletano hanno danzato sul palcoscenico del Teatro Abeliano di Bari, su Musiche di IKÄVÄ PII, il rituale della devozione, ispirata a quella campana delle sette madonne. Per saperne di più dietro le quinte abbiamo intervistato il regista Michele Napoletano 

Domanda: Cosa dobbiamo intendere per devozione, Anche perchè non si è parlato molto di questo spettacolo, non so se volutamente? 

Risposta: Diciamo di si, anche se poi qualcosa su internet comunque è girato, anche sul sito dell'Abeliano. Non è facile spiegarla. In Campania per devozione si intende una ritualità magico-religiosa in cui sacro e profano si mescolano, quando si va a delle feste tradizionali dedicate alla Madonna si dice "Vag a fa a devuzione" vado a fare la devozione e in questo detto c'è tutto, i canti rituali le litanie e il ballo. 

Domanda: Vuol essere quindi una rievocazione del nostro sud? 

Risposta: Rievocazione non mi piace come parola, perche si tratta di quella tradizione ancora viva nel nostro sud. Non è uno scimmiottamento, in Campania le tammurriate esistono e si fanno ancora oggi, è un discorso antropologico sulla nostra danza. 

Domanda: Ha qualche attinenza con le danze salentine? 

Risposta: Assolutamente no. Nel senso che la tammurriata ha stilemi e forme tipicamente campane, totalmente differenti dalle danze salentine, nello specifico la pizzica. Le sette madonne è una danza campana. La devozione è campana. 

Domanda: Perchè presentare al pubblico un lavoro di questo tipo? 

Risposta: La domanda di fondo è dove abbiamo spostato quella ritualità? La danza, il ritmo del tamburo, le tammuriate vengono eseguite al ritmo del tamburo, tanto da essere dette ballo sul tamburo, la percussione è lo strumento principe. E' chiaro che all'interno di questa ritualità c'è anche una perdita di coscienza. C'è una collettività che in qualche modo deve mettere in campo il proprio vissuto, condividerlo ed esorcizzare attraverso un linguaggio comune. Se vogliamo avere un corrispettivo musicale che ci inglobi per avere una catarsi collettiva dove dobbiamo andare? sicuramente verso un linguaggio musicale che ci accomuna e che non è certo quello della discoteca o della cosiddetta musica contemporanea.  
Domanda: Può essere un modo alternativo di proporre altre esperienze musicali? 

Risposta: Si anche, oggi l'arte deve essere in grado di comunicare la tradizione in relazione alla modernità. Siamo partiti dalla tammuriata e ci siamo fatti portare verso ciò, su cui ciascuno di noi voleva indagare, per poi trovare un filo comune. Il giudizio ultimo, va sicuramente dato dal pubblico.



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