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Teatro. "Il Fiore del mio Genet” e le grandi emozioni dell'anima

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 9 NOV. - Jean Genet è stato una personalità insolita e ineguagliabile nella  letteratura mondiale, ai limiti  tra i versi aulici e il linguaggio dei bassifondi. “Il Fiore del mio Genet", "spettacolo itinerante tra i bassifondi dell’anima”, prodotto dalla Compagnia “Il Teatro delle Bambole” e andato in scena sul palcoscenico del Teatro Duse di Bari, è riuscito ad esprimere attraverso l'interpretazione di Andrea Cramarossa  l'originalità e la  la grandezza dell’autore francese, creando sulla scena il  doppio che esiste  in ciascuno di noi. Oltre  alla regia incisiva di Cramarossa, importante è stata la recitazione  affidata a due bravi attori, Federico Gobbi e Domenico Piscopo. Al termine dello spettacolo abbiamo intervistato Andrea Cramarossa, che gentilmente ha risposto alle nostre domande: 

Domanda: Come mai la scelta di un testo di Genet? 

Risposta:"Il fiore del mio Genet", non è un testo di Jean Genet ma è un testo originale di Andrea Cramarossa che si è lasciato suggestionare dal pensiero e dalla poetica di Jean Genet, prima di tutto per voler omaggiare uno dei massimi poeti e drammaturghi del '900 e, in secondo luogo, perché lo studio su Jean Genet rientra appieno nel programma di ricerca "La lingua degli insetti", iniziato nel 2012 dal gruppo di ricerca teatrale "Teatro delle Bambole". 

D.:  Cosa intende dire o rivelare con questo spettacolo agli uomini del nostro tempo? 

R.:" l fiore del mio Genet", sposta l'attenzione su un processo estetico che diviene etico. A me interessava molto poter comprendere il meccanismo contrario alla norma, per cui dall'ombra e dal buio può nascere la luce. Questo è il valore estetico che, naturalmente, pone molti interrogativi e mette in discussione punti di vista consolidati e usuali.  

D.: Come l'uomo con intelligenza deve barcamenarsi tra il bene e il male? 

R.:":Sinderesi" è un termine molto preciso e al quale faccio riferimento quando si cominciano a trattare i due grandi sistemi agli antipodi, appunto il "bene" ed il "male". Questa parola racchiude in sé quella forma di sapienza o di saggezza che consente a chi la possiede di poter discernere, avere cioè il cosiddetto "buon senso". Ed è proprio questo il punto: chi stabilisce cosa è bene e cosa è male? L'avvicendarsi di differenti civiltà ci insegna che i punti di vista cambiano continuamente a seconda del "dogma" (religioso, spirituale, politico, civile, sociale) che in quell'epoca e in quel contesto risulta essere in vigore. Più che oscillare tra il bene e il male, credo che sia necessario chiedersi cosa sia giusto e cosa sia ingiusto, se di "giustizia" si può effettivamente parlare ai giorni nostri, ponendosi lo scrupolo di sospendere il proprio giudizio. 

D.: Com'è nato e cosa si propone "il teatro delle bambole"? 

R.: Il "Teatro delle Bambole" nasce nel 2003, come gruppo di ricerca teatrale. Il teatro fu, dal primo momento, l'ambito espressivo prescelto per trovare un canale artistico alla ricerca di una verità (scenica) possibile. La nostra ricerca, gira intorno a una ispirazione iniziale, ossia nasce da un sentimento che scaturisce dalla relazione con le cose, le persone, le piante, gli animali, noi stessi... cercando di allargare sempre più il nostro sguardo. Il lavoro è complesso e molto stimolante ed è anche per questa ragione che impieghiamo anni prima di andare in scena con un nostro spettacolo e anni ci vogliono per poter approfondire l'argomento di studio. "La lingua degli insetti, ad esempio, è un progetto che ha durata quinquennale.  

D.: Quali sono i suoi  tuoi progetti a breve e lungo termine? 

R.: "La lingua degli insetti" terminerà a dicembre del 2017. Dopo di che ci sarà un anno di "pausa" dove potremo raccogliere i dati degli studi, le ricerche, le stimolazioni e anche per poter fare il punto sullo spazio e sul tempo in cui siamo calati. Nel frattempo, continueremo ad andare in scena con i nostri lavori, che chiamiamo "beni", e cioè: "Se Cadere Imprigionare Amo", "Medea: sintesi per quattro respiri", "La neve cade su tutte le rose", "Il fiore del mio Genet". Altri due spettacoli sono in cantiere e vedranno la luce nel 2018. Per chi volesse curiosare: www.teatrodellebambole.it, oppure, cercateci su Facebook. Infine, organizziamo nella nostra sede operativa, ossia il "Cea Masseria Carrara", tra Bari e Modugno, una serie di attività culturali e artistiche aggregative, col preciso e patente intento di riportare l'arte al centro del discorso.



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