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'Tutti a Tavola' - Zuppa di ceci e funghi cardoncelli

Il piatto servito. (foto com.) ndr.

di Helena Ancona

BARI, DIC. - Quanta fame avete? Oggi ci riscaldiamo con un piatto dalle origini antichissime: zuppa di ceci e funghi cardoncelli. Un piatto dal sapore medioevale e genuino, che profuma di Murgia. Facilissimo ed economico da realizzare. I ceci li facciamo un po' croccanti con il loro inebriante sughetto, mentre a "pugliare" per bene la zuppa ci penseranno i cardoncelli, dal sapore fresco e terroso; pepe nero macinato al momento e pane di Altamura abbrustolito. Buonissimo. È incredibile che da materie prime poverissime nascano capolavori. Lo capite vero? Ciò di cui parlo. I sapori veri! Così buoni, così riusciti da rimanere per sempre catturati nelle papille e farci sentire la nostalgia di rimangiarli. Una poesia. In questo la Puglia non sarà mai fuori da nessun mondiale! Ingredienti per 4 persone: 300 gr di ceci di buona qualità 380 gr di funghi cardoncelli della Murgia 1 spicchio di aglio nero Olio extravergine di oliva Sale Pepe Rosmarino fresco Mettete a bagno dalla sera prima i ceci risciacquandoli un paio di volte. Lessateli solo in acqua e sale per circa un'ora e mezza. Una volta cotti metteteli da parte con qualche foglia di rosmarino fresco. Intanto pulite (con pochi getti di acqua fresca e per breve tempo) i funghi cardoncelli e tagliateli a fettine. In un tegame largo fate soffriggere lo spicchio aglio e l'olio fino a che profumeranno di casa delle nostre nonne. Poi aggiungete i funghi cardoncelli e fateli saltare con un filo di sale finché non saranno ammorbiditi. A questo punto calate nella padella i ceci e fateli prima saltare prima con qualche goccia d'acqua di cottura, poi abbassate la fiamma e fate insaporire per almeno 10 minuti. Aggiustate di pepe, profumate con altro rosmarino e servite ben calda. Se volete potete accompagnare questa zuppa con dei cavatellini freschi, magari integrali. Io preferisco godermi questo piatto di sera, accompagnato da pane di Altamura croccante tagliato a dadini a cui aggiungo qualche goccia di olio santo (olio di peperoncino) e fiumate di primitivo di Manduria. 



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