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Taranto. Il Comune al Governo: "Basta giocare con la pelle dei tarantini"

Il sindaco Melucci incontra i cittadini (foto L.Manna) ndr.

di Luciano Manna


Valutiamo istanza cautelare ed esposto in Procura

TARANTO, 31 GEN. – Dopo il diniego del MISE all'accesso atti del comune di Taranto per conoscere il "Piano industriale Am InvestCo" e "Contratto 2016 di trasferimento stipulato tra Ilva e A InvestCo" ed il nulla di fatto sull'accordo di programma comunicato con un documento firmato dai ministri Calenda, Galletti, Lorenzin e De Vincenti il comune di Taranto torna a farsi sentire. 

"Il Comune di Taranto - si legge nella nota stampa diramata dal suo ufficio stampa - sta valutando di dare mandato ai propri legali di ripresentare opportuna istanza cautelare del suo ricorso innanzi al Tar di Lecce, ora arricchita nelle motivazioni. Sta, inoltre, valutando esposto alla Procura della Repubblica in relazione al diniego degli uffici del Mise circa l'accesso agli atti dell'aggiudicazione Ilva (contratto e piano industriale). Infine, il Civico Ente sta raccogliendo elementi utili all'esposto presso le Autorità UE circa la procedura di aggiudicazione del compendio industriale. Istituzioni locali e nazionali, potenziali investitori e lavoratori, cittadini tutti, devono oggi essere consapevoli che o si dà soddisfazione piena alle istanze di Taranto o nemmeno la chiusura definitiva dello stabilimento Ilva rappresenta più un tabù per l'Amministrazione comunale. E come sempre abbiamo fatto, nel coinvolgimento totale e trasparente della nostra comunità, al contrario di quanto sempre disposto dal Governo, continueremo a pubblicare tutti gli atti salienti di questa vicenda. Noi abbiamo nulla da nascondere".

Per il primo cittadino, Rinaldo Melucci, i ministri del governo hanno perso l'ennesima opportunità di coinvolgere costruttivamente il Comune di Taranto e la comunità ionica in una vera e propria negoziazione dei grandi temi di interesse intorno alla vicenda Ilva. "Ormai è evidente - si legge nella nota stampa - che la gestione fallimentare di questa vertenza epocale può essere superata solo dall'intervento diretto del Capo dello Stato. Ed è a lui che da Sindaco di Taranto affido le sorti della città".




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