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Teatro. All'Abeliano Michele Sinisi riesamina "I Promessi Sposi" di Manzoni

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 27 GEN. - Ha inizio al Nuovo Teatro Abeliano di Bari, la Stagione di prosa 2018 del Teatro Pubblico Pugliese; Don Abbondio comincia il suo intervento cercando di portare il pubblico dalla sua parte, mentre i bravi si palesano indossando le sembianze di due tipi poco raccomandabili, con un grande ciuffo sulla fronte, sicuramente manovalanza di una chicchessia organizzazione malavitosa. Pian piano sulla scena cominciano a rivelarsi i personaggi manzoniani con i loro pregi e le loro virtù. Ed ora tocca al pubblico l'ardua sentenza .... Dopo Miseria&Nobiltà, Michele Sinisi affronta un altro grande testo, ormai considerato patrimonio collettivo: I promessi sposi. Mettere in scena uno dei fondamenti del nostro patrimonio letterario, significa assumersi la responsabilità di lavorare su qualcosa di padroneggiato, di fare i conti con i grandi maestri del passato, ma anche, e soprattutto, di condividere con il pubblico un immaginario comune, ricostituendo ricordi condivisi: gli anni di scuola, il suono della campanella, le tante ore dedicate allo studio, le interrogazioni …. 
Quello che ha inteso compiere Sinisi non è semplicemente un lavoro sui classici ma è anche, uno studio sul mito, sull’archetipo, sulla memoria condivisa. Sinisi con la sua messinscena, intende dimostrare che i "I Promessi Sposi" sono ormai un’icona ben definita del nostro patrimonio culturale, un contenuto vivo, coinvolgente, ironico, spesso crudele. Conosciuto a scuola e assimilato in una dinamica pedagogica di scambio con l’insegnante. Più di due ore di spettacolo, suddiviso in due tempi in cui il dialogo serrato con il pubblico avvince e appassiona. I personaggi e gli eventi si avvicendano con disinvoltura, senza mai tralasciare l'ironia, specie nella prima parte, strumento fondamentale già nel testo manzoniano. Non viene tralasciato nemmeno l'inclusione locale del dottor Azzeccagarbugli, che da Milanese diventa pugliese. Gli spettatori hanno seguito con attenzione la rappresentazione, mostrando interesse e partecipazione, sicuramente con una vena di nostalgia per il tempo in cui erano studenti e a scuola studiavano "I Promessi Sposi".



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