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Politica. Ultimo saluto a Andreotti, funerali a Roma

La bara di Andreotti accompagnata fuori dalla chiesa. (foto) ndr.

di Redazione

ROMA, 7 MAG. (ADNKRONOS/IGN) - Ad accompagnare Giulio Andreotti nel suo ultimo viaggio, oltre alla famiglia e agli amici, c'era ciò che resta della Dc e i colori giallorossi della Roma. I congiunti avevano scelto un funerale in forma privata, senza la solennità delle esequie di Stato e il corteo di personalità che certo non sarebbero mancate, avendo il divo Giulio attraversato mezzo secolo di politica nazionale e internazionale. Nella chiesa di san Giovanni Battista dei Fiorentini, a due passi dall'abitazione di corso Vittorio Emanuele, si sono comunque ritrovati gli amici dello scudocrociato, quelli più vicini alla sua generazione come Arnaldo Forlani, Nicola Mancino, Paolo Cirino Pomicino, Franco Marini e i più giovani come Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Rotondi. Ma in piazza dell'Oro, sul sagrato di fronte alla Chiesa, si sono dati appuntamento tanti curiosi e ammiratori dell'ex presidente del Consiglio, ognuno con un ricordo da raccontare, una storia, un aneddoto. C'era pure chi si era portato dietro un cartello che lo celebrava: "Grande Giulio non ti dimenticheremo mai" e chi invece ne mostrava un altro che ricordava l'altra faccia dell'ex leader Dc. "Belzebu' non c'è più -recitava la scritta- con tante ombre e poche luci". A rappresentare l'assemblea di palazzo Madama, dove Andreotti aveva trascorso i suoi ultimi anni di impegno politico come senatore a vita, il presidente Pietro Grasso. Poco piu' in là Mario Monti e sparsi nelle prime file Clemente Mastella, Lorenzo Cesa, Gianni Letta, Franco Carraro, Andrea Riccardi, Roberto Formigoni, Gianni De Michelis, Maurizio Lupi e il sindaco Gianni Alemanno. Immancabile il vecchio amico Giuseppe Ciarrapico. Insieme avevano condiviso la passione per la Roma (Ciarrapico è stato anche presidente della società capitolina) e la Roma, ora guidata da una proprietà americana, non si è dimenticata del suo tifoso doc. Da Trigoria era giunta una rappresentanza delle squadre giovanili con tanto di stendardo della società e una corona di fiori, naturalmente in tinta con i colori sociali. La commozione non ha dato tregua a Giulia Bongiorno, l'avvocato che difese Andreotti nel processo di Palermo dall'accusa di associazione mafiosa. Verso le 10 di questa mattina il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era giunto nella abitazione della famiglia per rendere omaggio, nella camera ardente allestita nello studio, al senatore a vita. Il capo dello Stato ha lasciato l'abitazione dopo circa quindici minuti. Prima di uscire dal portone su Corso Vittorio Emanuele, accompagnato dal segretario generale del Quirinale Donato Marra, Napolitano si è intrattenuto per un paio di minuti a colloquio con Gianni Letta.





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