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Andria (Bat) DDA sequestra beni per 500,000 mila euro a trafficante di droga [VIDEO]

Carabinieri di Andria. (foto cc.) ndr.
Arrestato un andriese

di Nicola Losapio

ANDRIA (BT), 26 MAG. -  In data odierna, gli uffici della Sezione III del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro beni nei confronti di Leonardo Losito, un 42enne pregiudicato del luogo. Le indagini di Leo u’ gruss o Panzu pseudonimi del Losito e noti nell’ambiente, hanno avuto inizio nel Marzo del 2007 a seguito di forti indizi per precedenti penali e giudiziari che gravano il Losito e che lo caratterizzano per la sua estrema pericolosità sociale e condotta criminale sin dal 2000 ad oggi. Le indagini preventive sulla carriera criminosa effettuate dagli uomini della DDA, hanno evidenziato che l’unica attività e fonte di reddito dell’uomo è stato lo smercio di sostanze stupefacenti. Una passione portata avanti con dedizione, costanza e anche ispirazione al capolavoro filmico dei gangster “Scarface” interpretato dall’attore Al Pacino, rinvenuto in una gigantografia nel soggiorno della sua abitazione. Losito è stato ritenuto l’organizzatore di un sodalizio criminoso e dedito al traffico di stupefacenti attivo in tutto il nord-barese tra gli anni 2008-2012, un’attività che riusciva a retribuire ogni singolo componente fino a 11 mila euro al mese. La specializzazione dell’organizzazione era quella dello smercio di cocaina e marijuana, un gruppo smantellato nel 2015 dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari e che portò all’arresto di 13 persone tra i quali anche lo stesso Losito. Dopo l’arresto hanno avuto inizio le indagini patrimoniali che hanno evidenziato un tenore di vita del Losito superiore alle proprie capacità reddituali, dichiarate al limite della soglia di sopravvivenza e non lasciando spazio all’incertezza degli investigatori, che il tutto fosse frutto di attività illecite. L’operazione, ha generato il provvedimento ablativo di: un appartamento di lusso, un conto corrente bancario e un’autovettura di grossa cilindrata per un valore complessivo di mezzo milione di euro. L’uomo attualmente agli arresti domiciliari nella città di Parma è stato raggiunto da un’ulteriore condanna di anni 14 di reclusione.





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