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Bari. Chiude nella Basilica la kermesse sull'Arte Russa. Anche la storia di un piccolo “miracolo” sconosciuto di S. Nicola [Fotogallery]


di Enrico Tedeschi

BARI, 22 MAG. - Un solo Dio, un solo Santo per due declinazioni diverse dello stesso Credo. È questo, e tant’altro di più, S. Nicola, "il Santo più famoso del Mondo". E con lui anche la già celebre Basilica che ne porta il nome, ormai avviata ad essere anch’essa una delle chiese più famose della Terra, visto che è sotto l’egida del Vescovo di Myra che, questo 7 luglio prossimo, si terrà a Bari un importantissimo e davvero storico appuntamento: quello, per intenderci, che è scaturito dall’ incontro all’Avana tra Papa Francesco ed il Patriarca Kirill e che vedrà, insieme a loro, tutti i “capi” delle chiese del pianeta riuniti intorno ad un tavolo per parlare di Pace ed avviarne un significativo processo. E dunque Bari “Porta d’Oriente”, per come era stata pensata e poi realizzata cent’anni fa, sta per diventare così la protagonista assoluta di un evento la cui rilevanza geopolitica va anche al di là di ogni possibile considerazione religiosa. 
Inutile dire che tutto ciò che sta avvenendo è il risultato della scommessa, reciprocamente accesa, tra la Capitale di Puglia e la Russia, ma evidentemente ritenuta di grande importanza strategica soprattutto da quest’ultima, considerando il dispiego di forze che abbiamo avuto modo di osservare. Operazione da manuale, in ogni caso, quella dell’ex URSS (ben coordinata in loco dalla Cesvir di Rocky Malatesta, ndr) perché ha saputo dosare col giusto mix le due risorse più formidabili che si potessero mettere in campo per una manifestazione di questo tipo: la Fede e la Cultura. Impossibile perciò per noi non esserci a questo XII Festival dell’Arte Russa a Bari - su cui peraltro abbiamo già scritto link - e, tantomeno, impensabile era il non partecipare al momento conclusivo, quello di oggi alla chiesa di S. Nicola; ovvero il luogo simbolo del culto che lega indissolubilmente Bari e la Russia e punto d’incontro privilegiato tra le due culture diverse. 
Difficile d’altronde un’altra scelta per una chiusura in bellezza, considerando le emozioni che in particolare la sua condivisa cripta , al di là dei distinguo di Fede, suscita per il pathos sotteso che vi aleggia ed i riti che vi si celebrano e che sembrano quasi un viaggio a ritroso nel passato: cioè a quando anche le funzioni cristiane avevano tutto quel fascino mistico in più che il latino, la lingua dei nostri avi, evocava in modo così solenne. È quanto, peraltro, ci ha confessato l’elegante, attempato, signore italiano – la cui immagine ci è stato gentilmente richiesto di cancellare – che “spesso assiste alle messe qui” proprio per le suggestioni che l'atmosfera irripetibile di questo posto gli trasferisce. Luogo d’incontro e di emozioni dunque, è una marea ordinatissima di persone provenienti da ogni regione della ex confederazione russa, quella che stamane abbiamo visto prostrarsi davanti all’altare del Santo e, magari, poggiarvi piccoli oggetti personali per una “benedizione dall’alto”, o lanciare attraverso le grate della colonna o dell’icona sacra qualche piccola banconota, un bigliettino o una letterina. 
Come quella che abbiamo scoperto stava scrivendo un bambino, sotto gli occhi amorevoli della madre, prima di “imbucarla” direttamente al “suo S. Nicola”. Un’immagine forte, questa, che ci ha portato a volerne sapere di più a dispetto di ogni pudore o convenienza: ecco così saltar fuori la storia di una giovane coppia dell’Ucraina, trasferitasi in Campania per lavoro, ma che non riusciva a diventar famiglia per un problema che, nonostante le tante cure fatte, poteva forse risolversi solo con un’operazione. Coincidenza o meno, sta di fatto che, a due settimane dalla visita di questi sposi a San Nicola, al controllo dal ginecologo c’è stata un’ insperata sorpresa per loro e la tanto desiderata notizia: «Auguri signora, lei è incinta! » Ora è certamente poco per gridare al miracolo ma comunque, pur volendola mettere sul piano di una suggestione che abbia sbloccato un meccanismo inceppato tra mente e corpo, il Santa Claus amico di tutti i bambini, adesso ha un fan in più che almeno una, due volte l’anno viene a trovarlo per ringraziarlo di essere al mondo e scrivergli qualcosa. 
Una piccola storia, questa,regolarmente autorizzata e descritta in foto (insieme ad una gallery degli eventi principali) che secondo noi valeva la pena di riportare anche ad uso e consumo di quanti, arroccati alla sterile ragione, dimenticano quel che addirittura uno dei massimi padri dell’illuminismo, Jean-Jacques Rousseau, avrebbe detto al riguardo: «Se non ci fosse Dio, bisognerebbe inventarlo». Lasciando agli scettici quanto vorranno eventualmente commentare, a noi non resta che dire grazie a chi non ha avuto remore a raccontare e raccontarsi, rinunciando a quell’ oscura e sospettosa prudenza che invece qualche suo ministro, in nome della chiesa che serve, adotta credendo di tutelarne la credibilità. Ma questa è un’altra storia, per un altro capitolo a parte, che non certo tarderemo a scrivere se necessario.


22/05/2018 - Si chiude il XII Festival dell'Arte Russa a Bari



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