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Bari. Giustizia a pezzi e Avvoc-attori a Teatro [Fotogallery]


L’intero sistema giudiziario di Bari al collasso dopo la necessaria chiusura del “palazzaccio” a via Nazariantz. Ma non muore l’ironia e gli avvocati del CPO danno vita ad un “pedagogico” spettacolo al Kismet che diverte e fa pensare






di Enrico Tedeschi

BARI, 29 MAG. - Bari come l’Aquila, e con una tendopoli di Aule davanti all'edificio simbolo della Giustizia, che cade a pezzi. Ne più nè meno come l’immagine di una Capitale della Puglia “da Terzo Mondo” che ora fa ridere l’Italia “nonostante l’allarme sull’edilizia Giudiziaria a Bari già lanciato da noi, con un’interrogazione parlamentare, in tempi non sospetti”, come ha dichiarato l’on. Marcello Gemmato che, ieri mattina davanti al Palazzo di via Nazariantz, ha partecipato con una delegazione di Fratelli d’Italia ad un corteo di protesta organizzato da avvocati, personale amministrativo e magistrati. Una situazione drammatica, dunque, con “il paradosso di una Procura che (giustamente) sequestra se stessa”, come ieri sera ha ironicamente commentato un avvocato - riferendosi ovviamente alle strutture pericolanti - ed al quale ha subito spiritosamente fatto eco un collega dicendo: “ora più che dire la giustizia si attende, dobbiamo piuttosto dire che la Giustizia si at-tenda” . Così all’ingresso dello storico Teatro d’avanguardia, dove la Compagnia degli Avvocati Attori Kismet, diretta da Augusto Masiello, ha voluto festeggiare i vent’anni del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine di Bari (il primo a nascere in Italia, nel ’98 , ndr) con “un momento di riflessione artistica, seria e gioiosa, sui temi che ci stanno a cuore, accompagnata da una sorpresa attesa e strepitosa”.

E tale infine si è rivelato questo “Special Guest” annunciato, grazie alla presenza sul palco di “Manuel and Flower” , alias Manuel Virgintino e Mariano Fiore con un’inedita e validissima band di professionisti del Foro, che ha fatto da intermezzo musicale allo spettacolo. Né diversamente si può definire questo “Pari Opportunità in parole” , andato in scena con tanti siparietti divertenti che, tra l’altro, avevano il dichiarato scopo di “spezzare (molti) degli stereotipi correnti”. Atmosfera sessantottina, sapientemente alimentata da immagini d'antan e corroborata dalle canzoni di De Andrè e De Gregori, un’operazione andata felicemente in porto grazie anche alla indiscutibile bravura degli attori, ovvero meglio degli avvoc-attori, come li abbiamo voluti definire nel titolo. Ma che, poco poco, vista la sempre dichiarata crisi del settore, qualcuno o qualcuna di loro sta incominciando a pensare di cambiare mestiere? Abbandonando gli scherzi e con un sincero complimento a tutti, davvero bravissimi indistintamente, da segnalare la presenza tra lo scelto pubblico di Gianni Ciardo, capofila indiscusso di quella scuola barese che, con esiti strepitosi, ha saputo ritagliarsi un suo ruolo a parte, da protagonista, nel pur ricco filone della comicità pugliese. E meno male, concludendo: accanto ad una strepitosa Bari che, almeno per alcuni versi fa piangere, ce n’è una che sicuramente fa ridere. E davvero tanto.


Bari. Giustizia a pezzi  e Avvoc-attori a Teatro



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