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Cronaca. Promo nozze gay IKEA e Comune di Bari [Fotogallery]


di Enrico Tedeschi

BARI, 16 MAG. - E ci indigniamo se la Troika che guida l’Europa si permette di dare consigli all’Italia? Come metterla allora con gli svedesi che scendono in campo per spiegare addirittura come la natura dovrebbe aver sbagliato tutto finora e, almeno per gli umani, le istruzioni per l’uso sono diverse che per gli altri esseri viventi quando decidono di “metter su famiglia”? 
A farlo ci ha pensato l’IKEA con un esempio che se non spiega come possa avvenire la riproduzione – anzi è un esempio chiarissimo di come non è possibile che avvenga – magari potrebbe essere un indizio che quantomeno riveli il perché quasi sempre si finisce col far ricorso all’ amico esperto bricoleur, se non ad un montatore di professione, per mettere in piedi uno di quei mobili seriali che ormai un po’ in tutti gli ipermercati si vendono. Al di là dell’ironia, stiamo arrivando al paradosso: il colosso mondiale di Almulth dal fatturato iperbolico (oltre 35 mld si euro) ma anche capace di rispolverare le ormai dimenticate lotte della classe operaia, ha deciso di continuare a dare lezioni di etica e civiltà; così, dopo il suo Family Day IKEA del 2016 a favore dei cosiddetti matrimoni gay, ha lanciato oggi da Bari il concorso “Diversity Celebration” destinato a tutte le coppie pugliesi che intendono costituire un’unione civile: in palio un banchetto per 100 persone nel ristorante dello store di Bari, un viaggio nei Paesi Scandinavi ed un buono spesa di 500 euro utilizzabile in uno dei punti vendita IKEA. Iniziativa presentata oggi e patrocinata dal Comune di Bari, quasi a rimarcare un continuum con questa Regione che è faro e guida, a cominciare dall’esempio del suo ex Governatore, di come ha da intendersi il nuovo corso degli umani relativamente al concetto di famiglia. 
D’altronde non è nemmeno un mistero che nella Puglia dalla sanità disastrata e dalla chiusura dei PPI, vi sarebbero però risorse per cambiar sesso gratis anche per chi è di fuori regione, senza contare la recente sentenza a Foggia di un cambio nome all’anagrafe prima dell’intervento e, azzardiamo, sempre sperando non ci siano ripensamenti: ma ci pensate alla sorpresa per un ingenuo all’antica che rimanda a dopo le nozze la prima notte con la sua amata? Ridiamo per non piangere, ma il troppo è troppo pur volendo cercare di essere moderni ad ogni costo. A nostro avviso a dir poco opportuna, dunque, la simbolica protesta che in mattinata è stata organizzata da Fratelli d’Italia, insieme agli esponenti delle associazioni Popolo della Famiglia e Generazione Famiglia, proprio davanti alla sede barese dell’IKEA, come contraltare a quanto avveniva al Palazzo di Città. Un appuntamento per annunciare un’interrogazione parlamentare a nome dell’ on. Marcello Gemmato per verificare se non sia discriminatoria questa iniziativa di marketing nei confronti di quelle coppie che adesso rischia di divenire quasi pericoloso definire “normali”. E sì, siamo ormai a questo in un processo di modernizzazione globale dove tutto ciò in cui si è creduto finora è stato rimesso in discussione in base a concetti, saremo pure antichi, che definire astratti se non astrusi non ci sembra certo esagerato. 
Chiara comunque la posizione del partito guidato da Giorgia Meloni, come ha avuto modo di dichiarare il consigliere comunale e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità Filippo Melchiorre quando ha voluto precisare che “La famiglia è un nostro assett principale” come ha pure ribadito il suo collega al Comune Michele Caradonna. A parte il fatto che resterà per noi un mistero scoprire come si possa fare una struttura avendo a disposizione o solo bulloni o solo dadi, come nella figura di cui sopra, non nascondiamo una certa preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni se, quanto meno, non si decida di mettere subito nei programmi scolastici anche l’educazione sessuale. Se va avanti così, infatti, c’è veramente il rischio che la continuazione della specie sarà possibile solo dopo aver letto le istruzioni d’uso per come metterla in pratica. Povera Italia, ma non preoccupiamoci più di tanto per il problema della natalità in calo: grazie a Dio ci penseranno gli extracomunitari a ripopolare il nostro Paese. Noi civilissimi, senza necessità di dar sostegno a favore delle famiglie “normali”, abbiamo probabilmente ben altro a cui pensare, stando almeno a chi ci ha governato ultimamente e a certi guru della modernità.




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