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Eventi. Giovinazzo 'Città', tra passato e futuro [Fotogallery]

Immagine della cerimonia. (foto for courtesy GiovinazzoViva

di Enrico Tedeschi

BARI, 12 MAG. - Giovinazzo, 11 maggio 2018, giorno davvero importante, da segnare in rosso sul proprio calendario della vita, per chiunque appartenga o si senta legato a questo posto. E' da tale data, difatti, che questa splendida  cittadina sul mare, la cui "cartolina" è ormai famosa nel Mondo come uno dei simboli più rappresentativi della bellezza del Sud dell'Italia, è divenuta a pieno titolo “Città”: la 68^,  per l’esattezza, della Puglia dal grande ed inarrestabile boom turistico. E tutto ciò, grazie principalmente alla sua «bellezza architettonica e paesaggistica» , non potendo vantare né la presenza ed i primati delle sue storiche acciaierie AFP , né una cospicua popolazione né, tanto meno, tutta la serie di cose straordinarie che ha ma ancora  pressapoco ignote. «Riconoscimento a chi ci ha preceduto, ma anche un trampolino di lancio verso il futuro» è con questa formula, che più inclusiva non poteva essere, che il Sindaco, ha voluto sintetizzare la propria soddisfazione per il titolo onorario di “Città”, concesso alla “sua” Giovinazzo dal Presidente Sergio Mattarella e affidato nelle mani del rappresentante dello Stato sul territorio, il Prefetto di Bari Marilisa Magno, per la consegna ufficiale. Così dunque il primo cittadino Tommaso Depalma ai tanti cronisti, non solo locali, accorsi in mattinata per partecipare a questa seduta straordinaria, ad hoc, del consiglio comunale e che si annunciava particolarmente interessante, non soltanto per il prestigioso traguardo raggiunto, quanto e soprattutto per la partecipazione a questo appuntamento degli appena eletti parlamentari del collegio.  

Attesa non delusa, poiché al lungo tavolo dell’Aula “Pignatelli” non è mancato nessuno dei rappresentanti che il voto di quest’ultimo 4 marzo ha indicato come ambasciatori nella Capitale delle istanze di questo territorio. E curiosità più che spiegabile ed appagata, visto che, soprattutto per le new entry del Movimento 5 Stelle, si trattava in sostanza di due sconosciute, politicamente parlando, per praticamente tutta la popolazione locale. A dimostrarlo - e, se vogliamo,  a conferma della tesi che sia stato il  “voto web di protesta” quello che ha poi fatto la differenza in queste elezioni – le poche decine di spettatori, a fronte della marea di consensi ricevuti, che qui (come probabilmente altrove) le due parlamentari hanno registrato persino nei loro comizi di ringraziamento. Sono risultate in ogni caso una sorpresa piacevole anche per il pubblico che gremiva la sala, sia la onorevole Francesca Galizia che la senatrice Angela Bruna Piarulli, per il loro rassicurante messaggio di attenzione per questa realtà, ben al di là delle solite frasi di convenienza proprie di queste circostanze. Discorso a parte, invece, per la combattiva senatrice Carmela Minuto (Forza Italia) senz'altro nota per il suo impegno nella contigua Molfetta, ma ancor di più per l’onorevole Marcello Gemmato (che aveva già sfiorato questa carica nel 2013 ed uomo di punta di Fratelli d’Italia in Puglia) in quanto legato a Giovinazzo da sempre: non a caso la sua decisione di indugiare qui, dopo la cerimonia ed il brindisi di rito, per degustare al volo «l’imperdibile frittura di pesce fresco» di un noto locale del centro storico e persino fermarsi per un augurio a degli sposini che lo avevano riconosciuto e salutato per strada. Al di là di queste note di colore, una manifestazione riuscitissima che ha visto, oltre all’attivo ed onnipresente consigliere regionale Mimmo Damascelli, anche la partecipazione di tutte le autorità civili e militari e delle istituzioni locali, nonché dei ragazzi del Liceo Classico e Scientifico “Matteo Spinelli” e degli alunni dei circoli didattici cittadini diretti da Michele Bonasia e Carmela Rossiello

Un grande momento, concludendo, per una più che giusta rinascita dell’ orgoglio cittadino e, meglio ancora, per la fortunosamente recuperata dignità storica: al di là degli oggettivi meriti attuali, infatti, questo titolo di Città giunge se mai come una riconferma in chiave repubblicana – graditissima, ci mancherebbe - di quel titolo di "Civitas" che, per antico se non millenario diritto, la “Università di Giovinazzo” possedeva da secoli. La riprova? È già tutta nel suo stemma solenne che speriamo venga rispettato così com’è, e per tutto il suo sotteso significato simbolico, e per la sua indiscutibile bellezza iconografica. In attesa, auguriamocelo, di novità a breve dall'ermetico mondo della Chiesa per un altro incredibile “sospeso” della Storia, sembra proprio che finalmente “la bella addormentata” - come ha definito Giovinazzo Vittorio Sgarbi, che ci ha messo tanto di suo in tal senso – si stia risvegliando nel nome della Cultura.  Sempre scongiurando un imperdonabile ter in idem  per il recente avvicendamento nell'assessorato cittadino al ramo, una speranza stavolta venata di ottimismo, anche alla luce del clima cordiale di collaborazione che sembra essersi instaurato tra i quattro rappresentanti al Parlamento presenti all'evento. E tutti convinti, almeno così sembra, delle enormi potenzialità di questa “neo” Città con numeri da sito Unesco. Ad maiora, allora!

Giovinazzo 'Città' tra passato e futuro




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