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Bari 6 giugno. Una gran Festa dell’Arma e dello Stato il 204° Anniversario di ieri

Il Gen. B. G. Cataldo. (foto E. Tedeschi) ndr.

di Enrico Tedeschi

BARI, 6 GIU. - Non certo i “quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi” di De Andrè, ma un’intera compagnia in alta uniforme e non solo: nell’immenso cortile del Comando vi erano rappresentanze dell’Arma in servizio, dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri e dei Forestali, delle vedove ed orfani dell’ ONAOMAC, dei familiari delle vittime del dovere della Città di Bari, della CRI oltre alla fanfara della III Regione Aerea e la banda musicale della Benemerita. È questa la coreografia preparata per i selezionati ospiti in occasione della tradizionale ricorrenza della nascita, nel 1814, di quello che allora si chiamava Corpo Reale dei Carabinieri. A fare il resto, come sempre, la ancor stupefacente scenografia razional – monumentale della caserma “Chiaffredo Bergia”, uno dei palazzi nello stile omogeneo del “Lungomare con lampioni più lungo del mondo” – per come lo aveva voluto per la sua “Porta d’Oriente” il ministro barese Araldo Di Crollalanza quasi cent’anni fa - e già da solo sufficiente a dimostrare la follia dello scempio modernista che distrugge dappertutto, dovunque possa, le straordinarie testimonianze di quella che unanimemente è stata definita l’architettura moderna più bella del Mondo. Dunque una cornice straordinaria per il saluto al Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”, Generale di Brigata Giovanni Cataldo, che ha colto l’occasione per fare un report sull’attività più che positiva svolta sul territorio e dare, in modo ufficiale, anche l’annuncio della istituzione, l’11 luglio prossimo, di uno squadrone di Carabinieri “Cacciatori di Puglia”, che va dunque ad aggiungersi a quelli di Sardegna, Sicilia e Calabria per “il contrasto alle mafie”. Non sappiamo se la “camorra” è un altro brand o cosa, ma è comunque un forte segno per “i Sud dell’Italia” la presenza di questi speciali reparti in regioni chiavi del Meridione come la nostra. 

Parole confortanti ed accorate, quelle del generale Cataldo alla presenza delle autorità civili, militari ed ecclesiastiche, prima di provvedere alla premiazione, insieme a figure istituzionali di spicco, di militari distintisi per comportamenti encomiabili in azione o fuori servizio. In definitiva una riuscita cerimonia che sarebbe però riduttivo definire solo una Festa dell’Arma, per il ruolo anche simbolico che essa riveste sia nell’opinione pubblica che internazionale. Più opportuno, a nostro avviso, sarebbe definirla piuttosto una grande Festa dello Stato. E non a caso abbiamo preferito questo termine al posto di quello di Repubblica, visto che era lo Stato, nelle sue componenti essenziali e fattive, quello che abbiamo visto ed ammirato in questa manifestazione. Cosa d’altronde pensare della politica (che ne dovrebbe essere guida ed ispirazione a tutti i livelli) se, giusto per esempio, abbiamo visto sfilare tra gli altri anche il gonfalone cittadino bianco - rosso, pur registrando l’assenza del massimo esponente della Capitale della Puglia, invece sin troppo bene rappresentata dal suo Governatore regionale? Ci saremo persi qualcosa o saremo disinformati come quanti ce l’hanno fatta notare, essendo giunti in ritardo per un disguido di parcheggi, ma è un’assenza, quella del Sindaco Decaro, non sfuggita ai più e che, nel particolare momento che sta attraversando il loro comune partito, in ogni caso si presta anche alle interpretazioni più fantasiose. Al di là di questo, musica ed un riuscitissimo ed elegante buffet a conclusione dell’evento, un grazie all’Arma dei Carabinieri per le emozioni di questa giornata ma, soprattutto, per quello che ogni giorno fanno per tutti noi in tempi così difficili come quelli che viviamo.


Bari. 5 giungo 2018 204° Festa dell'Arma dei Carabinieri



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