Ultim'Ora

Bari. Premi ed eventi: l'Ateneo 'Aldo Moro' punta sulla Cultura

Una pietra miliare non solo per ridisegnare storia e ruolo dell’Arma, ora un libro apre pure una riflessione, alla luce di uno sguardo inedito, sui processi di formazione della coscienza collettiva del nostro Paese. Con gli autori, una rappresentanza della Benemerita ed il Magnifico Rettore, ieri la presentazione de “I carabinieri e l’identità italiana” per i “Cenacoli del Libro” della Università “Aldo Moro” di Bari

di Enrico Tedeschi 

BARI, 20 GIU. - Università degli Studi tra le più accreditate d’Italia, la nostra, non poteva naturalmente mancare che organizzasse anche appuntamenti ed eventi culturali comunque all’altezza della sua indiscutibile fama. Orbene, non fosse stata la “Aldo Moro” di Bari in posizione perfetta per i pendolari del treno,ma micidiale quando l’ampio parcheggio a ridosso dell’Ateneo risulta esaurito, non ci saremmo sicuramente persa, ieri, la cerimonia di conferimento del «Premio di Studio per ricerche di Storia Romana» voluto dall’indimenticato ed indimenticabile prof. Mario Pani: un riconoscimento, questo, che intende incoraggiare i giovani alla ricerca ma poi giustamente dedicato a Pani, quale fondatore di una “scuola” che vanta illustri docenti e studiosi ambitissimi dalle università straniere che, in controtendenza a noi, hanno riscoperto il valore del latino non solo per il suo rilievo culturale, quanto e soprattutto per la sua valenza a sviluppare una incredibile capacità di ragionamento logico applicabile a qualsivoglia campo dello scibile umano. Suona pertanto perfetta, al riguardo, la famosa definizione di «più umanistica delle scienze» che il prof. Francesco Altomare, maturità classica, ha dato della sua disciplina, la Matematica, che non solo gli ha conferito notorietà internazionale (tanto da fondare una rivista scientifica molto seguita anche all’estero ed organizzare importanti convegni) ma lo ha portato a dirigere con successo tale dipartimento presso questa stessa Università. Tornando alla cronaca, è stata dunque un’occasione mancata per un puntuale report, oltre che doveroso omaggio al prof. Pani, questa del Premio a lui intitolato, ma a cui siamo arrivati irreparabilmente tardi. Miglior fortuna, ovviamente, per l’altro evento della giornata, meno mattiniero, e che si annunciava particolarmente interessante sia per la qualità dei relatori, che per l’argomento di sicuro richiamo anche per una platea non necessariamente di ristretta nicchia. 

Terzo degli appuntamenti del ricco calendario del “Cenacolo del Libro – la cultura della lettura” organizzato dall’ Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” (fino al 18 luglio) di scena stavolta, nella splendida Aula Magna “Aldo Cossu” del Palazzo Ateneo, “ I carabinieri e l’identità italiana” un volume a tre mani della Edizioni ETS per la collana “Polifonica - Sguardi diversi tra immaginario, identità e culture”. Nato da un’idea originale di un saggio a firma del prof. Francesco Sidoti, (ordinario di criminologia all’Aquila, ma con incarichi prestigiosissimi e consulenze a livello mondiale con università ed enti stranieri) non ci è voluto molto che questi si rendesse conto dell’importanza della traccia da lui aperta per uno studio multidisciplinare che analizzasse, cioè, sotto una nuova luce l’impatto sociale che la presenza diffusa dei carabinieri, simbolo d’eccellenza dello Stato sul territorio, ha avuto (ed ha) nel formare una coscienza culturale e nazionale non solo nella popolazione del nostro Paese ma, volendolo, anche di quei territori al di fuori dei nostri confini dove, giusto ricordarlo, questi militari operano immancabilmente con riconosciuto successo. Di qui il coinvolgimento della prof. Mariateresa Gammone (del «MESVA» sempre dell’Università dell’Aquila con partecipazione ad importanti iniziative internazionali di ricerca e collaborazioni con prestigiosi atenei di mezzo mondo) nonché del prof. Corrado Veneziano (del Conservatorio di S. Cecilia con all’attivo molti testi per le principali case editrici, esperienze artistiche oltre che seminari e masterclass anche nelle più autorevoli Accademie ed Università mondiali). Né ha tradito le aspettative degli autori – e men che meno di chi lo legge - il risultato finale di tanti sforzi e della felice collaborazione tra loro: “I carabinieri e l’identità italiana” è un libro che mancava, pur nella vasta e variegata letteratura sulla Benemerita; e non solo in quest’ultima, ma anche al mondo accademico in generale per l’inedita e profonda riflessione che produce sui meccanismi complessi della formazione del pensiero collettivo. La approfondita ricerca sociologica e pedagogica di questo testo – perché così lo si potrebbe definire- riesce a dimostrare come “in aggiunta alla scuola, alla Chiesa, alla politica, ai mezzi di comunicazione di massa, nella costruzione dell’unità culturale italiana un motore significativo sia stata anche l’Arma dei Carabinieri”. Concludendo, grande soddisfazione al tavolo nelle parole del col. Angelo Primaldo Giurgola (nelle veci del gen. Giovanni Cataldo) e nel saluto e negli interventi del “padrone di casa”, il Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio, una presentazione che avrebbe meritato sicuramente una maggiore partecipazione in termini di pubblico. Ma nella notoriamente laboriosa Bari, e con il personale in argomento chiamato in causa per un’estesa operazione imprevista, era davvero impossibile chiedere di più. 

(Ha collaborato Alessandra Tomarchio)









lagazzettameridonale.it © All Rights Reserved (Tutti i diritti di questo articolo sono Riservati)

Nessun commento