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Calcio. Foggia richiesta la retrocessione

Il vessillo del Foggia Calcio (immagine web) ndr
di Mario Schena


FOGGIA, 23 GIU. - Diciannove anni per tornare nel calcio che conta, un giorno per ritornare all’inferno. Sembra una maledizione radicata nel DNA del Foggia Calcio che non gli permetta di vivere a lungo tranquillo senza incorrere per un motivo o per l’altro nelle maglie della Giustizia. E’ accaduto con Pasquale Casillo sta succedendo adesso con i fratelli Sannella. Ieri (venerdì) dopo circa un'ora di colloqui con i soggetti coinvolti, è giunta la richiesta ufficiale della Procura per la Società rossonera ovvero la retrocessione in serie C. Respinta, dunque, la proposta di patteggiamento perché l’accusa formulata è quella di aver falsato i campionati 2015/16 e 2016/17 con pagamenti di somme a nero provenienti da riciclaggio ed evasione fiscale, configurandosi quindi l’illecito sportivo e di conseguenza sanzionato con il massimo della pena. Onestamente, ma parliamo da profani, la cosa ci sembra poco chiara o quantomeno esagerata, ma non essendo dei giuristi alziamo le mani non esprimiamo giudizi lasciando il campo ai professionisti. Patteggiamento invece concordato invece con diversi giocatori, tra i quali Iemmello e Mazzeo, che dovrebbero cavarsela con poche giornate di squalifica. Altri ex tesserati come il tecnico Roberto De Zerbi e l’ex diesse Beppe Di Bari hanno invece deciso di andare a processo. Nei primi giorni della prossima settimana ci sarà la sentenza, immediatamente esecutiva, ma appellabile, vista la procedura d’urgenza, per non ritardare l’inizio dei campionati, anche il processo di appello avrà tempi brevi. 
Non sono mancati i momenti di tensione, come ha confermato l’avvocato Michele Cozzone, difensore di Beppe Di Bari, ne ha parlato ai microfoni di FoggiaToday: "La Procura ha fatto una richiesta abbastanza severa, chiedendo la retrocessione all’ultimo posto del campionato appena concluso. Questo ha creato un po’ di tensione, ma siamo ancora alle richieste sanzionatorie. C’è ancora la decisione del Tribunale di primo grado e gli eventuali gradi di giustizia”. Fra qualche giorno verranno pubblicate le motivazioni della decisione di primo grado, e ci saranno gli altri gradi di giudizio, che potrebbero essere in termini abbreviati per ragioni oggettive e organizzative, in base alle disposizioni giuridiche vigenti. La situazione non è critica, ma è molto seria, e va affrontata con la giusta determinazione”. "Adesso ci sarà la decisione in primo grado ed, eventualmente gli appelli. Si può ipotizzare anche una sanzione diversa, con una penalizzazione da applicare alla prossima stagione. La retrocessione è solo una richiesta della Procura. Ma decide il tribunale. Noi, da difensori dei deferiti ci auguriamo che vengano tutti prosciolti". Pertanto dalle dichiarazioni dei legali c’è ancora qualche spiraglio per una commutazione della pena in una forte multa e una pesante penalizzazione da scontare nel prossimo Campionato di serie B.
I segnali che abbiamo colto però non ci lasciano ben sperare. Innanzitutto perché il Procuratore Federale Pecoraro con il quale c’erano stati colloqui sia con il legali che con il Commissario Giudiziale Giannetti, che parevano aver rasserenato l’ambiente, non si è presentato all’udienza lasciando il posto ad un suo sostituto? Con il Procuratore Federale assente, infatti, è stato addirittura consentito alla Virtus Entella di intervenire nella fase finale, pur trattandosi di un soggetto processuale non necessario, senza che la parte in causa potesse replicare. Inoltre perché proprio Giannetti che in una recente conferenza stampa aveva parlato di una situazione decisamente regolare della società certificando che il Foggia Calcio è una società sana e senza alcun problema fiscale o finanziario non è stato ascoltato? A difesa della squadra della sua città si è schierato anche il sindaco di Foggia Franco Landella, con una lettera aperta indirizzata al Commissario Straordinario della Figc Roberto Fabbricini e al presidente della Lega B Mauro Balata. Insomma, facciamo nostro il titolo di un noto film notissimo “non ci resta che pregare” anche se a nostro parere e Dio solo sa quanto vorremmo sbagliarci questo processo pare partito con una sentenza già scritta.



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