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Il Papa a Bari tra cronaca, storia e riflessioni [Fotogallery]


Una guerra mascherata in atto che può divenire conflitto reale e globale, ancora da Bari l’appello  della Chiesa Cristiana e di quelle Mediorientali per la Pace.  Come quasi trent’anni fa con un altro evento che fece parlare il Mondo, "Uomini & Religioni", e di cui vi proponiamo in esclusiva assoluta, di seguito a quella di cronaca, una fotogallery delle immagini non pubblicate a suo tempo



di Enrico Tedeschi

BARI, 15 LUG. - Città di Santi rubati, come il Nicola di Myra, o dimenticati, come il Beato Nicola Paglia (che da circa 800 anni aspetta ancora quella consacrazione definitiva a Santo che pur gli spetterebbe di diritto per tutti i prodigi celesti e terreni che ha fatto, ndr)  Bari è ritornata  ancora una volta Capitale mondiale della Mediazione e della Pace, questo 7 luglio scorso, grazie a Papa Francesco e alla sua iniziativa  “Su di te sia Pace - Cristiani uniti per il Medio Oriente”. Se nel Medioevo “Bari” era l’ombelico del mondo di quel tempo, nello scontro tra oriente ed occidente vestito da guerra di religione, eccola dunque tornata prepotentemente alla ribalta come “Porta d’Oriente” dell’Italia (e dell’Europa) per il nuovo tipo di guerra in atto nel Mediterraneo e che, attenzione, è solo più ipocritamente mascherata, ma non meno vera e tragica dei conflitti tradizionali di cui è piena la storia. «Mamma, li turchi!» si impreca tutt’ora, c’erano una volta i Saraceni e i Cristiani che si davano battaglia aperta per la supremazia del mondo allora conosciuto; ora invece, oltre ad un Islam deviato che terrorizza e vuole convertire l’intero Pianeta, ci sono più di un miliardo di poveri che cercheranno di entrare nel “Vecchio Continente” dopo aver finito di svendere i loro paesi alla lontana Cina (o chi per lei) in un processo di colonizzazione che ha solo sostituito alle armi la non meno efficace forza di una economia divenuta cinica e globale. Ed è proprio quest’ultima la subdola e pericolosissima arma “convenzionale” attualmente in uso, visto che un eventuale conflitto reale – chiunque lo scatenasse - più che in una “vittoria di Pirro” si risolverebbe piuttosto in un «Muoia Sansone con tutti i Filistei!» considerando le tecnologie disponibili e gli equilibri internazionali che esistono. Nella fine della Terra, insomma. 

Orbene, in un mondo dove impera la forza del denaro, l’unico argine all’egoismo individuale e degli Stati resta, ed è, la libera coscienza degli uomini che possa divenire pensiero politico comune per la Pace; una cosa però né possibile né credibile se almeno non sostenuta, in primis, dall’immenso popolo che si riconosce nei valori universali del Cristianesimo, comunque declinato nei vari angoli del pianeta. Con un Medio Oriente divenuto fulcro delle tensioni mondiali, ecco in poche parole tutto il senso dell’incontro davvero storico, anche per la sua indubbia valenza geopolitica, che si è tenuto a Bari tra il Papa e i 17 patriarchi delle chiese mediorientali. E, se i simboli son simboli, non a caso una tavola rotonda a riunire tutti, senza distinzioni, come Paladini della Pace ed in un luogo sacro ed universale per antonomasia: la basilica di S. Nicola, “il santo più famoso del Mondo”, e dove “un solo Dio, un solo Santo per due declinazioni diverse dello stesso Credo” persino coabitano con i loro riti la Chiesa di Papa Bergoglio e quella del Patriarca Kirill


Bari: una Capitale mondiale già nella Storia.

Guardando direttamente ad Est, ma abbastanza centrale e protetta nella penisola, quest’ultimo incontro del Papa da noi ha in effetti solo ribadito, se vogliamo, che Bari è di per sé una capitale naturale e mondiale, tanto in tempo di pace quanto di guerra (oltre ad esserlo stata già stata in passato)  per la sua posizione nel “Mare nostrum”. A dimostrarlo innanzitutto la geografia politica: non a caso la via Traiana quando Roma era un Impero, e tantomeno un caso quando, coltivando la nostra Nazione l’ambizione smisurata di tornare ad esserlo, il ministro barese Araldo di Crollalanza, agli inizi del secolo scorso, convinse l’allora Duce a fare di Bari la importante “Porta d’Oriente” dell’Italia, reinventando letteralmente la Città così come tutti la possono vedere ed ammirare oggi. Cambiando “materia” e passando alla Storia, ecco allora Bari al centro di un dialogo religioso senza confini, nel 1098, per una chiesa cristiana unita con il sinodo promosso dal Papa e Beato Urbano II (lo stesso, per intenderci, che nel 1094 consacrò Basilica questa nostra stupefacente chiesa che ospita i resti di S. Nicola) per poi arrivare ad un altro evento, storico quantomeno come quello appena svoltosi in questi giorni, ed opportunamente ricordato anche da monsignor Francesco Cacucci, ineccepibile “padron di casa” e straordinario front-man con stampa e pubblico di quest’ ultimo evento. Inevitabile a questo punto, per analogia con la cronaca ed i temi, non parlarne anche noi riportando per un attimo indietro le lancette del tempo fino al settembre 1990. E cioè alla vigilia della Guerra del Golfo, quando l’attivissima Comunità di S. Egidio di Roma volle, proprio sotto la protezione di S. Nicola e con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Bari e Bitonto, l’incontro internazionale “Uomini e Religioni - Un mare di Pace tra Oriente ed Occidente”: in realtà un lungo meeting che, richiamando nella Capitale di Puglia tutti i «capi» delle Chiese del Mondo, potesse servire soprattutto a trovare  una eventuale soluzione diplomatica che  scongiurasse il conflitto. Una grande pagina di Storia praticamente dimenticata, questa, che da sola è sufficiente a spiegare non solo quegli anni difficili e densi di trasformazioni epocali, ma che fornisce anche un'ulteriore chiave di lettura per capire meglio il tempo che viviamo. 


Senza addentrarci nel tema, e lasciando alle immagini il compito di farlo, un’occasione per ricordare pure qualche notizia completamente ignorata dal presunto archivio universale di Wikipedia, come la “Laurea Honoris Causa” data dal Rettore dell'Università di Bari, Attilio Alto, Jòzef Glemp oppure, anche per sorridere un po’, per osservare la curiosa somiglianza “auricolare” tra quel coraggioso vescovo di Polonia ed il Presidente del Consiglio dell’epoca, Giulio Andreotti, anche lui presente al meeting in forma ufficiale a rappresentare lo Stato. Foto ingiallite dal tempo e scannerizzate alla meglio le nostre, ma che restituiscono ancora la tensione di quei giorni: come per esempio gli scatti che mostrano in modo evidente, nonostante gli sforzi di dissimularla, la preoccupazione di Raphael I Bidawid, patriarca cattolico iracheno di Bagdad che - con tanto di croce d’oro massiccio rigorosamente nascosta nel taschino della giacca quando non partecipava alle manifestazioni ufficiali - era lì a Bari per la “mission impossible” (in cui in qualche modo riponeva qualche speranza residua Saddam Hussein) di evitare la guerra. Ad esclusione, per intuibili motivi, dell’allora Papa (ora San Giovanni Paolo II, ma ben rappresentato dal cardinale nigeriano Francis Arinze) si può dire che non mancasse proprio nessuno a Bari dei massimi esponenti di ogni Religione del Mondo. Troppi e tutti egualmente importanti per citarne i nomi o pubblicarne singolarmente le immagini, impossibile però non proporre quella  catturata al volo di una preghiera islamica nella moschea di fortuna allestita nei sotterranei dell’Hotel Palace, o non mostrare almeno quelle, quando l’arcivescovo metropolita di Bari era monsignor Mariano Magrassi, in cui si intravede in seconda fila un giovane don Tonino Bello con tanto di ospite di riguardo tra lui e monsignor Cacucci. Né sfuggirà a nessuno, riferendoci alla nostra fotogallery in esclusiva assoluta di quell’evento, l’importanza istituzionale, già a quei tempi, di monsignor Vincenzo Paglia, ed ora figura di primissimo piano della Chiesa Cattolica. Omonimia o meno, e sempre sperando che non soffra di una eventuale “sindrome alla Piero Angela” (ovvero il cercare quasi di ostacolare il naturale percorso di crescita anche di chi ci appartiene per evitare persino il minimo sospetto di protagonismo o favoritismo) cogliamo pure l'occasione, in chiosa, per riportare a lui e al Santo Padre la viva preghiera, raccolta sul territorio, acché la Città Metropolitana di Bari, e Capitale della Pace nel Mediterraneo, possa  avere finalmente un suo santo autoctono in quel Nicola Paglia, che fu in vita compagno di predicazione ed opere di S. Domenico di Guzman. Un risarcimento peraltro dovuto, quest’ultimo, non solo a Lui ma alla Storia ed alla Fede, visto che ai prodigi riportati dalle cronache medievali ora si aggiungerebbero pure un miracolo recente ed un’apparizione, sempre nella sua Giovinazzo, di qualche anno fa. Che Iddio illumini tutti, allora.


Papa Francesco a Bari: Incontro ecumenico per la pace in Medio Oriente - 07/06/2018 | (Mini Gallery)

Uomini e Religioni - Bari 28/09/1990 | (Mini Gallery)

Fotogallery Completa:

Gallery 1

Gallery 2


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