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Single. La carica delle DVW

Donna al mare (foto ilbacodaseta.it) ndr.
di Enrico Tedeschi

BARI, 12 AGO.
- Hanno superato da un pezzo la trentina e, di ritorno o meno, sono single. Mai in giro da sole come i testimoni di Geova (ma sempre agghindate di tutto punto con scarpe spesso stratosferiche e luccichio di bigiotterie varie) vanno leggiadre per eventi o locali alla moda e persino, come valore aggiunto, ai “brindisi” dei matrimoni, cioè il meglio di queste estenuanti feste al costo del “regalino” collettivo. E comunque, ed in ogni caso, di una cosa si può stare più o meno certi: ovunque presenzino, ci potrebbe stare in loro il dissimulato ed inconfessato disegno di poter fare una conquista importante. L’oggetto di tanto impegno? Contentandosi, pure azzimati 40, 50enni se non proprio di fama o riconosciuto successo, quantomeno di ben più che solida posizione economica e presentabili. Insomma, se non il classico principe azzurro, buttandola sull’araldica, almeno un “marchese” o un “conte” sia pur leggermente agée; non certo un metalmeccanico o un ragioniere, senza offesa a nessuno di questi onesti lavoratori. Quelle di cui ci stiamo in pratica occupando - e con un neologismo ad hoc che potrebbe valere anche per l’altro sesso con una M finale - sono le DVW (Desperate Vip Women) ovvero donne che vogliono credersi in qualche modo Vip e cercano, ovviamente, un eventuale compagno del loro stesso livello e “classe”. Impresa pressoché disperata, considerando che già l’offerta non è evidentemente quella che pretenderebbe di essere e, soprattutto, che maschietti della serie Vip & dintorni – in fondo lo sanno bene anche loro - non è che ce ne siano tanti e, men che meno, proprio alla portata delle loro mani. Perfetti, dunque, il tempo delle vacanze e spiagge o piscine per questa caccia al tesoro (di rigore, in tal caso, un ammiccante costume al giorno coordinato rigorosamente con il telo da bagno) vediamo queste “ragazze” in argomento rivaleggiare senza problemi, in quanto ad ostentata spregiudicatezza e vitalità, persino con le ventenni, contando poi sulla loro maggiore esperienza e su look e movenze da vamp per risultare vincenti ed ammaliare l’eventuale pollo che si crede un’aquila. Tanto si sa, salvo rarissimi casi, non è praticamente mai l’uomo a conquistare una donna, ma è tutt’al più lei a lasciarglielo credere dopo averlo sedotto. Sempre col desiderio borghese del Rolex e della Vuitton - se non fortunate grazie a papà e mammà - ma dissanguate da cure estetiche, palestre e vestiti, stiamo parlando di una categoria veramente a parte di donne che sanno però rivelarsi dei veri fenomeni, in quanto ad inventiva e creatività, nel tenere rigorosamente d’occhio la spesa: come la scelta del lido che non è un lido, ma uno scoglio sormontato da un locale dal nome esotico che ti offre anche il lettino prendisole col drink (pure con un eventuale sconto in cambio della prestazione da testimonial o magari di un cenno sui mensiletti locali) che però diventa una perfetta cornice per i loro selfie a mo’ di Capri o Porto Cervo; oppure, in una competizione tutta interna a stabilire chi è “la più bella del reame”, vederle impegnate a farsi immortalare in pose degne delle vetrine di Amsterdam o, anche più semplicemente, delle tante operatrici disseminate sulle statali per la felicità effimera dei camionisti di passaggio. Dio mio cosa non sono capaci di fare queste qui, pur di suscitare attenzione o ammirazione! Eccole così arrivare ad attrarre, senza badare ai mezzi, il “bello” della situazione pur di poterlo esibire come corteggiatore nei loro post e social, naturalmente trasformati in super piattaforme glamour ad esclusivo uso e consumo di un loro più diffuso marketing personale.

Evoluzione della specie alla luce dei tempi che viviamo e dei miracoli della cosmesi, quelle che un tempo sarebbero rientrate nella onnicomprensiva definizione di “zitelle”, si sono oggi trasformate in pericolose macchine da seduzione, almeno per i piccoli circuiti in cui si muovono ed alimentano la loro autostima . Quasi dei circoli Pickwick in versione “provincia italiana” questi ultimi, e giusto a mo’ di esempio, ci si trova davvero di tutto: dalla carampana pseudo professionista (che in realtà vive di lavori a termine e raccolte pubblicitarie per “la nobile missione della sua vita”) alle irreprensibili insegnanti o alle figlie di papà con laurea alle calende greche. Non da meno il campionario di occasionali accompagnatori o dell’ amico di turno, ossia «uno con cui si esce in attesa di trovarne uno migliore»: si va dal posizionato old boy dalla tristellata berlinona scura, ad un attrezzato e probabile cacciatore di dote “tutto fumo e poco arrosto” ma con vistosa cabrio o coupé (magari di seconda o terza mano e pure a gas) fino all’avvocato “porschista” , però sputtanatissimo, per quanto inconcludente, playboy locale. Solo Il risultato di un combinato disposto tra recessione economica e crollo dei valori - con conseguente drastica diminuzione dei matrimoni - questo delle DVW (e del suo analogo corrispondente maschile) è comunque un fenomeno in costante e visibile crescita, purtroppo. La desolante cartina di tornasole di una media borghesia, ormai quasi alle pezze ed in crisi di identità, sempre più animata da pittoreschi personaggi a vario titolo che, ahimè, nascondono dietro maschere spensierate il loro fallimento personale e la profonda solitudine con se stessi, oltre che con gli altri: i frutti amari, cioè, del cinismo e dell’egoismo che spesso li connotano nello sforzo di puntare sempre troppo in alto rispetto alle loro reali possibilità. Ora rivolgendoci in chiusura ai galletti allertati, inutile farvi salire pericolosamente il tasso del testosterone nel sangue quando le incontrate e, in particolar modo, state bene attenti a non confonderle mai con delle “milf” alla ricerca di forti emozioni: quelle che noi abbiamo chiamato DVW, in fin dei conti e nella maggioranza dei casi, sono o delle sfortunate o delle inguaribili dreamers al limite del loro tempo massimo che, volendola dire per quel che è, adesso vanno solo in cerca disperatamente di una sistemazione definitiva e, possibilmente, più che decente. Cosa bisogna fa’ per cercare marito!



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